Blitz quotidiano
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Marò alla parata del 2 giugno? Tentazione Renzi, ma poi…

ROMA – I due marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, insieme alla parata del 2 giugno. L’ipotesi, una forte tentazione per il premier, sembra definitivamente tramontata per Renzi. Appena ricevuta la notizia del ritorno in Italia del marò Girone, Renzi, dal G7 in Giappone, aveva twittato un evocativo: “Girone sarà con noi il 2 giugno”. Ovvero alla tradizionale parata militare per la festa della Repubblica? Un colpo di immagine perfetto per la retorica renziana, soprattutto in vista delle elezioni amministrative, ma il buon senso sembra aver spinto il premier a una maggior prudenza. Ecco cosa spiega La Stampa:

Dopo il tweet delle 8,23 che velatamente alludeva ad una partecipazione dei marò alla sfilata del 2 giugno, in Italia parte la ridda delle ipotesi. Qualcuno arriva ad ipotizzare che i due possano sfilare sui Fori Imperiali addirittura alla testa del battaglione San Marco: un’apoteosi. Ma si tratta di suggestioni riprese da una proposta dei giorni scorsi di Gi Meloni, leader di Fratelli d’Italia e candidata sindaco a Roma che aveva suggerito: «Facciamo sfilare i marò alla festa del 2 giugno». Ma appena la proposta sembra evocata da Renzi, il centro-destra spara sul presidente del Consiglio con un tempismo di altri tempi. In pochi minuti una raffica. Prima un ex ministro berlusconiano, il moderatissimo Altero Matteoli («Renzi non strumentalizzi»), poi riappare la Meloni («Senza viltà il caso sarebbe stato risolto dai governi in 48 ore»), e poi ancora la coppia Brunetta-Vito («Commissione di inchiesta sul caso marò!»). E ancora Ignazio La Russa. In neppure un’ora un fuoco di sbarramento eloquente. Renzi trova il tempo di fare sapere ai giornalisti, attraverso WhatsApp, che lui ha già parlato con Girone, col ministro Gentiloni, con l’ambasciatore in India e col generale che riporterà il marò in Italia. Ma intanto, durante le brevi pause del G7, rimugina sul da farsi. E finalmente alle 22 giapponesi (le 15 italiane) si presenta davanti ai giornalisti e senza tanti preamboli sul G7 va immediatamente alla questione marò: «Lasciatemi esprimere la soddisfazione per la decisione delle autorità indiane», dice che Girone sarà nelle prossime ore «in Italia» e non ripete la frase «incriminata» o comunque ambivalente: quella sul 2 giugno. Parole soft, tutto sommato come quelle dedicate ai suoi critici: «Trovo davvero inutili le polemiche. I fatti sono fatti».