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Marò, prossima udienza 30-31 marzo. Salvatore Girone torna?

La prossima udienza sul caso Marò sarà al tribunale dell'Aja il 30-31 marzo. Si saprà allora se Salvatore Girone potrà tornare in Italia dall'India.

NEW DELHI – Caso Marò: la prossima data cruciale sarà quella del 30 e 31 marzo, quando il Tribunale internazionale arbitrale, istituito presso la Corte permanente di arbitrato dell’Aja, esaminerà la richiesta italiana di far rientrare Salvatore Girone – ancora trattenuto in India in libertà vigilata – e farlo rimanere in Italia per tutta la durata della procedura arbitrale in corso. L’udienza, secondo quanto appreso dall’Ansa, è stata fissata nella prima seduta “procedurale” del Tribunale in cui i cinque giudici hanno determinato tempi e regole dell’arbitrato.

La corte si prenderà comunque un paio di settimane, dopo l’udienza di marzo, per decidere sulla richiesta dell’Italia. Il governo italiano aveva chiesto il 12 dicembre scorso al Tribunale “di riconoscere e proteggere alcuni diritti fondamentali (del Fuciliere di Marina) anche prima della soluzione definita della controversia”. Controversia che vede l’Italia e l’India contendersi la giurisdizione del caso che vede Girone e Massimiliano Latorre accusati da Delhi di aver ucciso due pescatori indiani il 15 febbraio 2012 in un’operazione antipirateria a bordo dell’Enrica Lexie. La stessa richiesta era stata avanzata l’estate scorsa al Tribunale sul diritto del mare di Amburgo che, con la sentenza del 24 agosto, impose ai due Paesi di sospendere tutti i procedimenti giudiziari a carico dei due marò, rinviando tuttavia la decisione sulle “misure provvisorie urgenti” a loro tutela al Tribunale arbitrale.

“Lunedì 18 Gennaio 2016: oggi inizia un’altra fase”, ha scritto in mattinata su Facebook Massimiliano Latorre, spiegando poi che “l’aspettativa più grande è che anche Salvatore possa attendere in Italia la decisione del Tribunale dell’Aja, in modo da poter riacquistare tutti un minimo di serenità”. Mentre Girone continua a dover vivere nell’ambasciata italiana a Delhi, Latorre è rientrato in Italia a settembre del 2014 per curarsi dai postumi di un ictus con un permesso della Corte Suprema indiana, più volte aggiornato. Solo pochi giorni fa la stessa Corte ha deciso la permanenza di Latorre in patria fino al 30 aprile, prendendo tempo nell’attesa di chiarimenti sui tempi dell’arbitrato che Delhi dovrà fornire in una nuova udienza il 13 aprile.

Dal canto suo il governo italiano, forte della sentenza di Amburgo, ha assicurato che il Fuciliere resterà a casa almeno fino alla fine della procedura dell’Aja, che potrebbe durare un paio d’anni. E un appello in loro favore è arrivato oggi dal Kerala, lo Stato indiano al largo del quale avvenne l’incidente, ormai quasi quattro anni fa. L’avvocato Ajiy Joy, ex funzionario statale che oggi milita nelle file del partito anticorrotti dell’Uomo Comune (Aap), chiede che l’India mostri “generosità” e rilasci i due marò.

In un commento su Huffington Post India, il legale ricorda che “dopo quattro anni non è neppure iniziato il processo”. “Sulla base di ragioni umanitarie, e dato che le famiglie dei pescatori sono state risarcite adeguatamente e considerando che la vicenda giudiziaria potrebbe durare anni, l’India – conclude – potrebbe mostrarsi generosa e rilasciare i due soldati come gesto di buona volontà”.

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  • Marò, avvocato del Kerala: "India sia generosa e li rilasci"
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