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Marò, vedova pescatore ucciso: “Ok per Girone in Italia”

ROMA – Marò, vedova pescatore ucciso: “Ok per Girone in Italia”. Non coltiva “sentimenti di vendetta” e non è contraria al rientro temporaneo di Salvatore Girone in Italia disposto dal tribunale arbitrale dell’Aja, Dora, la moglie di Jelastine, uno dei due pescatori indiani morti in mare il 12 febbraio 2012 a bordo del peschereccio St.Antony in navigazione al largo delle coste del Kerala.

In un’intervista telefonica con l’ANSA da Muthakara, villaggio vicino a Kollam dove abita da sempre, la donna ha detto che “quello che è successo è successo”. “Sono ormai quattro anni che ho perso mio marito – ha aggiunto – e da allora mi sono dedicata all’educazione dei miei figli, Derrick e Dean”. Dora ha quindi ripetuto che “grazie all’aiuto del governo italiano ho potuto farli studiare. Il più grande, che ha 22 anni, è al quarto dei cinque anni di ingegneria, mentre il più piccolo, che ne ha 13, è al liceo”.

“Da un paio d’anni non è venuto più nessuno a trovarmi – ha proseguito – ma ricordo che a suo tempo qualcuno mi aveva promesso che per il futuro degli studi di Dean avrei potuto ottenere una borsa di studio o qualcosa di simile. Perché manca ancora tempo perché Derrick possa trovare un lavoro”.

“Viviamo nella casa di sempre”, ha poi voluto precisare, aggiungendo che “con il denaro ricevuto come dono dal governo italiano ho pagato gli avvocati e molte spese amministrative, nonché l’istruzione dei ragazzi. Speriamo di potercela fare ad andare avanti perché il lavoro che mi hanno dato al Dipartimento della Pesca del Kerala ha uno stipendio molto modesto”.

Detto questo, ha concluso, “non coltivo sentimenti di vendetta” e “non vedo alcun problema per il fatto che a Girone sia permesso di andare in Italia”.