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Massimo Romagnoli, ex FI, condannato negli Usa: tentò di vendere armi a Farc

NEW YORK – L‘ex deputato di Forza Italia Massimo Romagnoli è stato condannato negli Stati Uniti a quattro anni per aver tentato di vendere armi ai ribelli delle Farc, le Forze armate rivoluzionarie della Colombia, ritenute dagli Usa una fazione terrorista.

Romagnoli era stato arrestato a Podgorica, in Montenegro, nel 2014 insieme a due cittadini rumeni, Cristian Vintila e Flaviu Virgil Georgescu. L’arresto, compiuto su mandato di cattura europeo emesso dagli Stati Uniti, avvenne dopo che Romagnoli tentò di vendere armi per un valore di 15 milioni di dollari ad alcuni informatori della Dea sotto copertura che si fingevano ribelli delle Farc.

 

L’ex deputato di Forza Italia, che risiede in Grecia, rischiava l’ergastolo, ma il giudice distrettuale di Manhattan, spiega La Stampa, gli ha riconosciuto di avere collaborato con le autorità e di avere testimoniato contro uno dei due arrestati nell’ambito dello stesso caso, Virgil Georgescu, accusato di traffico internazionale di armi e già condannato lo scorso maggio.

Secondo quanto hanno spiegato i procuratori, Georgescu fu presentato a un informatore della Dea americana che si fingeva un ribelle delle Farc colombiane e che gli chiese armi per abbattere elicotteri americani e proteggere le operazioni di traffico di cocaina.

Sempre secondo la procura, riferisce La Stampa, Georgescu acconsentì a partecipare all’accordo da 15 milioni di dollari e reclutò Vintila e Romagnoli per aiutarlo nell’operazione. L’ex deputato di Forza Italia è intervenuto in tribunale e ha detto di essere stato “ingenuo” e di non aver considerato le conseguenze del coinvolgimento nell’accordo sulle armi né che danni questa transazione poteva causare.

 

 


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