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Messico, famiglia di 11 sterminata: una delle vittime violentata 9 anni prima

CITTA DEL MESSICO – Undici membri della stessa famiglia sono stati uccisi da alcuni uomini armati, uno dei quali, nove anni fa, aveva già violentato una delle vittime lasciandola incinta. Le vittime – cinque donne, quattro uomini e due ragazze giovanissime- sono state uccise poco prima dell’alba a El Mirador, nello stato di Puebla, Messico. Nell’attacco sono state ferite anche due ragazze, ora ricoverate in ospedale.

Alcuni testimoni (due dei quali ora sotto protezione) hanno riconosciuto i due aggressori, che subito dopo la mattanza sono scappati verso il vicino stato di Oaxaca e ora sono ricercati in entrambi gli Stati. Questo piccolo borgo è così remoto da essere raggiungibile solo a piedi.

“E’ stata una vendetta” ha detto Vicente Lopex de la Vega, maggiore della polizia di El Mirador. “Non si hanno sentimenti se si uccidono 11 persone in questo modo. E’ allarmante”, ha aggiunto. L’attacco, secondo fonti anonime del governo, sarebbe avvenuto dentro un’abitazione, dove peraltro è anche stata rinvenuta la pistola usata per l’aggressione.

Al momento le autorità stanno indagando per capire se si tratti di un gesto da parte del organizzato o più semplicemente di una disputa familiare.

Il villaggio di El Mirador è abitato da alcuni evangelisti che tempo fa si sono divisi dalla comunità cattolica di El Potrero. La polizia ha riferito che i due villaggi si rispettavano l’uno con l’altro. “E’ una comunità tranquilla, ma le cose cambiano. Con l’immigrazione molti si spostano a nord del paese o negli Stati Uniti. A volte, quando le persone poi tornano indietro, l’armonia non è più la stessa”, ha detto Lopez de la Vega.

Non è la prima volta che a Puebla si verificano simili episodi di violenza, in genere originati da dispute familiari, spesso per problemi di droga, una piaga ormai presente in molte parti del Messico. A marzo vennero ritrovati dei resti umani dentro a recipienti pieni di acido.

Ad aprile invece quattro corpi sono stati trovati carbonizzati dentro a una macchina bruciata a Veracruz, uno stato duramente colpito da omicidi e sparizioni collegati ai cartelli della droga. Due delle vittime erano le sorelle di uno spacciatore in prigione, membro del potente clan Zetas. Lo stesso giorno, nella medesima zona, vennero scoperti altri tre corpi in una pompa di benzina.

E infine un mese fa quattro persone hanno perso la vita a causa di alcuni uomini armati, collegati a dei furti di benzina. Gli aggressori hanno aperto il fuoco nel villaggio La Purisima, una regione dove gang rivali si contendono il controllo di oleodotti illegali.

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