Blitz quotidiano
powered by aruba

Messico, Rafael Parissi accoltellato e ucciso da un ladro

CITTA’ DEL MESSICO – Rafael Parissi è stato ucciso a coltellate dal ladro che stava cercando di rubargli la macchina. L’uomo, italo messicano di 52 anni e con origini di Belluno, era in casa quando ha visto il ladro che cercava di rubare la vettura parcheggiata nel vialetto. Parissi allora è intervenuto e ha reagito al furto, finendo accoltellato e morendo poche ore dopo in ospedale per le ferite riportate.

Il quotidiano Il Trentino scrive che l’uomo è morto all’ospedale di Cordoba, in Messico, e che i suoi antenati erano arrivati nel paese sudamericano alla fine dell’Ottocento:

“A dare notizia della tragica morte è il presidente dell’Associazione Bellunesi nel mondo, Oscar De Bona: «L’Abm è in lutto per questo omicidio che ha portato via il nostro amico Rafael Parissi, che ho conosciuto nel lontano 1991 quando ero presidente della Consulta del Veneti nel Mondo. Allora Rafael aveva 28 anni e rappresentava il Veneto in Messico. Un giovane capace e dinamico, che ha fatto molto per mantenere vivi i legami con la propria terra d’origine».

Parissi, infatti, ha fondato la Famiglia Bellunese di Huatusco, un’altra associazione a livello veneto e ha curato numerosi interscambi giovanili tra Messico, Belluno e Trento. Inoltre negli anni Novanta da Belluno, attraverso il coordinamento della Provincia di Belluno e dei Bellunesi nel mondo, sono stati inviati in Messico dieci pullman di Dolomitibus e un’ambulanza. Mezzi acquistati da Parissi e utilizzati per le vie di Huatusco. È stato fondatore, anche della Biblioteca italo-messicana intitolata al presidente onorario Abm Vincenzo Barcelloni Corte. È stato promotore di numerosi gemellaggi e patti di amicizia tra Huatusco e diversi comuni veneti e trentini e ha fatto conoscere la sua città a numerosi politici europei.

L’associazione Bellunesi nel mondo, infine, aveva inviato negli anni migliaia di montature di occhiali (si parla di 4-5000), vestiario e oggetti di prima necessità per le persone bisognose del posto. Tutto sotto il coordinamento di Parissi. «Se in Messico vi è stata una riscoperta delle radici italiane in parte lo dobbiamo a lui», dice De Bona. Nel 2001 Parissi e i funzionari della Provincia di Trento avevano apposto una targa commemorativa dell’emigrazione trentina proprio a Veracruz. Lascia nel dolore i genitori e una sorella”.


PER SAPERNE DI PIU'