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Michael Flynn, consigliere per la sicurezza Usa si dimette: “Ricattabile dalla Russia”

Michael Flynn, consigliere per la sicurezza Usa si dimette: "Ricattabile dalla Russia"

NEW YORK – Michael Flynn, il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, ha dato le dimissioni e ha ammesso di avere “inavvertitamente dato informazioni imprecise” al vicepresidente Mike Pence e alla stampa riguardo alcune sue conversazioni con l’ambasciatore russo a Washington, Sergey Kislyak. Conversazioni durante le quali Flynn aveva promesso, da privato cittadino, che le sanzioni alla Russia sarebbero state tolte una volta che Trump sarebbe diventato presidente. Conversazioni poi negate da Flynn ma successivamente scoperte dalla stampa. E Flynn ormai era considerato “ricattabile dalla Russia”.

“Il presidente ha fatto bene a chiedere le dimissioni di Michael Flynn, era la cosa giusta da fare. Appena una persona perde la fiducia del presidente deve dimettersi”. Lo ha detto il repubblicano speaker della Camera Paul Ryan rispondendo a domande dei giornalisti. Ryan ha quindi precisato di non voler giudicare le circostanze che hanno portato alle dimissioni, “l’amministrazione spiegherà – ha detto – abbiamo bisogno dia avere tutte le informazioni prima di giudicare”.

Toto-successore. Scrive Federico Rampini di Repubblica:

ra i candidati a sostituire Flynn, il presidente ha in mente l’ex capo della Cia, il generale David Petraeus. Già durante la campagna elettorale Trump aveva lanciato segnali di apprezzamento per Petraeus, che si è guadagnato fama di ufficiale competente durante le sue missioni in Iraq e Afghanistan. Il generale a 4 stelle arrivò ad essere nominato direttore della Cia nell’aprile del 2011 dal presidente Obama, ma fu costretto a dimettersi dall’incarico per un’inchiesta particolarmente imbarazzante.

Il generale si è riconosciuto colpevole di aver passato informazioni riservate sulle sue operazioni militari a una biografa, Paula Broadwell, che era diventata anche la sua amante. Petraeus fu processato e accettò una condanna a 2 anni: da allora si è sempre parlato di un suo possibile ritorno sulla scena, adesso il possibile coinvolgimento nell’amministrazione Trump.

 

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