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Microsoft fa causa a governo Usa per la privacy delle email

SAN FRANCISCO – Microsoft fa causa al governo americano: “I clienti devono sapere se le loro email vengono spiate“. Dopo Apple, un nuovo grattacapo per Washington da un’azienda tecnologia che invoca il rispetto della privacy dei propri clienti.

L’azienda fondata da Bill Gates sostiene che l’amministrazione americana sta violando la Costituzione, impedendo di notificare a migliaia di utenti le richieste per controllare le caselle di posta elettronica.

In particolare Microsoft chiede al governo degli Stati Uniti di poter garantire ai propri clienti il diritto di essere avvertiti quando un’agenzia federale controlla le loro comunicazioni email. Negli ultimi diciotto mesi, sostiene l’azienda, il governo avrebbe inoltrato 5.600 richieste di questo tipo.

L’azienda di Redmond ha per questo motivo fatto causa al governo americano, per cercare di fermare il suo tentativo di costringerla a rendere noti dati dei clienti, comprese le loro email, senza che questi vengano informati. “Le persone non cessano di avere i loro diritti quando passano le loro informazioni private da luoghi fisici al cloud”, ha detto Microsoft in un comunicato.

Microsoft, nella propria battaglia, invoca il rispetto del primo emendamento sulla libertà di parola e del quarto, che stabilisce il diritto per le persone e per le imprese di essere informate se il governo perquisisce o sequestra le loro proprietà.

La mossa segue la spinta alla tutela della privacy ingaggiata da Apple, che negli scorsi mesi è stata al centro di un duro braccio di ferro con Washington per lo sblocco degli iPhone. Anche in quel caso, con la motivazione di combattere il terrorismo e prevenire attentati, il governo americano pretendeva di avere le chiavi per sbloccare lo smartphone di uno dei due terroristi di San Bernardino. Apple, però, non ha mai concesso i codici. Washington è riuscita ad accedere all’Phone grazie a degli hacker.

 


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