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Migranti, le consegne concordate tra Ong e scafisti VIDEO

Migranti, "consegne concordate" tra trafficanti e Ong tedesca. Sequestrata nave "Inventa" VIDEO

Migranti, “consegne concordate” tra trafficanti e Ong tedesca. Sequestrata nave “Inventa”

LAMPEDUSA – Contatti e intese tra trafficanti e l’equipaggio della nave “Iuventa” della ong tedesca “Jugend Rettet”, fermata la notte tra martedì 1 e mercoledì 2 agosto nel porto di Lampedusa. E’ quanto contesta la Procura di Trapani che ha sequestrato l’imbarcazione, battente bandiera olandese. E ancora: migranti spesso non ‘salvati’, ma consegnati.

Tre episodi specifici agli atti dell’inchiesta, ma ve ne sono altri che secondo i Pm configurano come “abituale” il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Sono stati gli investigatori del Servizio centrale operativo, della Squadra mobile di Trapani e del Nucleo Speciale d’intervento della Guardia costiera a eseguire il sequestro preventivo della motonave gestita dall’organizzazione non governativa tedesca che non ha firmato il Codice di condotta del Viminale.

Il provvedimento è del Gip di Trapani, Emanuele Cersosimo, su richiesta del sostituto procuratore Andrea Tarondo. Le indagini, avviate nell’ottobre del 2016, “hanno consentito di raccogliere elementi indiziari in ordine all’utilizzo della motonave ‘Iuventa’ per condotte di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”.

Il natante, viene sottolineato, “è stabilmente utilizzato nel soccorso di migranti in prossimità delle coste libiche ed al loro trasbordo su altre navi sempre in acque internazionali, permanendo abitualmente nel mare Libico, in prossimità delle acque territoriali del paese africano”.

Nel corso di una conferenza stampa, Ambrogio Cartosio, procuratore aggiunto di Trapani, ha spiegato che sono tre gli episodi contestati, ma ve ne sono anche altri “che contribuiscono a sostenere che questa condotta sia abituale”.

L’indagine riguarda l’equipaggio della nave “e allo stato non sono emersi elementi sui responsabili della Ong”. Ma, ha aggiunto il magistrato, “sono stati documentati incontri, intese, tra i trafficanti di migranti e membri dell’equipaggio della ‘Iuventa’”.

“Gravi indizi” in ordine al reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ma “non a quello associativo perché parliamo solo di accordi in ordine a questi episodi“. Si procede contro ignoti perché l’equipaggio cambia spesso e quindi occorrono accertamenti ulteriori”. “Sostenere che ci sia – ha scandito – un piano coordinato tra Ong e trafficanti libici è fantascienza”, ma “è accertato che, seppure questa imbarcazione in qualche caso intervenga per salvare vite umane, in più casi invece tali azioni non avvengono a fronte della sussistenza di un imminente pericolo di vita. I migranti vengono scortati dai trafficanti libici e consegnati all’equipaggio che li prendono a bordo della ‘Iuventa’.

Non si tratta dunque di migranti ‘salvati’, ma recuperati, potremmo dire consegnati”. In ogni caso, nessun legame, “nella maniera più assoluta”, tra il sequestro della nave “Iuventa” e la mancata firma da parte della Ong del codice di condotta predisposto dal Viminale che comunque assicura che è già operativa la ‘stretta’ sulle Ong che lunedì pomeriggio al Viminale non hanno firmato il Codice di condotta. Una ‘stretta’ che non è da intendersi come fatta di atteggiamenti “invasivi”, ma basata sulla attività di controlli delle navi che chiedono di attraccare nei porti italiani e con a bordo migranti raccolti dai barconi nel Mediterraneo centrale.

Importantissimo è stato il ruolo di “Save The Children” che ha “segnalato” le irregolarità commesse da alcune associazioni tra cui quella che gestisce la nave “Iuventa”. “Save the Children” è una delle tre ong firmatarie del Codice. Al Comitato parlamentare Shengen ha sostenuto che il Codice “aiuta i salvataggi se applicato nella sua correttezza. Il problema sarà per chi non lo ha firmato. Noi abbiamo pensato che era meglio firmarlo risolti alcuni casi che ci preoccupavano, piuttosto che non farlo. Bisognerà vedere come viene applicato”.

La Ong tedesca viene accusata di essersi fatta “consegnare” i profughi anche in situazioni di mancanza di pericolosità. A spiegarlo sono gli agenti specializzati che si muovono sotto la supervisione della Direzione anticrimine guidata dal prefetto Vittorio Rizzi:

“Una imbarcazione non identificata ed una motovedetta della Guardia Costiera libica hanno scortato 3 barconi pieni di migranti nella zona di mare al largo della località di Zwara ove stazionava la Iuventa per poi allontanarsi immediatamente dopo l’inizio delle operazioni di imbarco dei migranti a bordo della motonave battente bandiera olandese, modalità che dimostrano inequivocabilmente l’effettuazione di una vera e propria “consegna concordata” di migranti e l’assenza di una situazione di pericolo immediato per i migranti che avrebbe reso necessario un intervento di soccorso in alto mare”.

Prosegue nella ricostruzione il Corriere della Sera:

Sono le 6.15 del 18 giugno 2017. Gli agenti specializzati che si muovono sotto la supervisione della Direzione anticrimine guidata dal prefetto Vittorio Rizzi sono in mare e documentano con foto e video che cosa accade. Scrive il giudice: ‘Una imbarcazione non identificata ed una motovedetta della Guardia Costiera libica hanno scortato 3 barconi pieni di migranti nella zona di mare al largo della località di Zwara ove stazionava la Iuventa per poi allontanarsi immediatamente dopo l’inizio delle operazioni di imbarco dei migranti a bordo della motonave battente bandiera olandese, modalità che dimostrano inequivocabilmente l’effettuazione di una vera e propria “consegna concordata” di migranti e l’assenza di una situazione di pericolo immediato per i migranti che avrebbe reso necessario un intervento di soccorso in alto mare'”.

“L’informativa della polizia dà conto di quel che accade alle 11 dello stesso giorno: ‘Il gommone della Iuventa si è diretto verso le coste libiche e da quei luoghi è sopraggiunta una imbarcazione verosimilmente con trafficanti a bordo; il gommone e il barchino con i presunti trafficanti, dopo essersi incontrati, sono restati affiancati per qualche minuto; dopo qualche istante il gommone si è diretto verso la Iuventa mentre l’altro natante ha proceduto verso le coste libiche; successivamente quest’ultima imbarcazione è riapparsa sullo scenario, “scortando” un gommone carico di migranti ed arrestando la navigazione solo in prossimità della Iuventa. Proprio la dinamica con la quale avveniva questo secondo “viaggio” del barchino consentiva di acquisire piena contezza che le persone a bordo fossero dei trafficanti”‘.

 

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