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Migranti, ex testimone Ong : “Mai salvato nessuno che stesse morendo. E’ gara ad arrivare primi”

Migranti, ex testimone Ong : "Mai salvato nessuno che stesse morendo. E' gara ad arrivare primi"

Foto Ansa

ROMA – “Ho visto pochi migranti in pericolo di vita. Non abbiamo mai salvato qualcuno che stesse morendo in mare. Una volta abbiamo preso un battello con gente in buone condizioni. A dieci minuti dalla costa libica, non in alto mare. Quell’operazione l’ha voluta Save the Children direttamente da Londra, mentre tutti gli altri uffici europei erano contrari”. A raccontarlo in un’intervista pubblicata sabato 12 agosto dal Quotidiano nazionale è un addetto alla sicurezza su Vos Hestia, nave di Save the Children.

Con le altre Ong “sembrava una gara ad arrivare primi”, dice l’uomo, secondo cui i rapporti tra alcune organizzazioni e gli scafisti “sono evidenti. Spesso è lo scafista che dà la posizione con il telefono satellitare”. “Forse qualche Ong è animata davvero da spirito umanitario. Ma questo discorso di andare sulle coste libiche non sta né in cielo né in terra. Su migliaia di persone soccorse forse solo il 20-25% era meritevole di aiuto”, prosegue il testimone.

“Abbiamo caricato giovani magrebini che erano stati espulsi dall’Italia. Ma dico io, chi abbiamo portato in Italia? Non abbiamo portato i siriani disperati o quelli del Mali che scappano dalla fame. Per me è stato personalmente anche un problema di coscienza”. “Mi sentivo un po’ complice di un’attività vergognosa. Con Save the children c’erano scontri anche perché non potevo riferire nulla alle autorità di porto o di polizia”, prosegue l’uomo.

“Sono stato 30 anni in polizia, so come vanno le cose: bisogna sempre seguire la pista dei soldi. Io vorrei capire: il ministero dell’Interno quanti soldi ha dato a Save the chldren? A bordo mi hanno detto che sono operazioni da mezzo milione al mese, 6 milioni l’anno. Dei migranti, alle Ong, non gliene frega un cavolo – sostiene -, è solamente un business del momento”.

 

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