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Migranti, naufragio Libia: 500 salvati dalla Marina italiana. Recuperati 6 cadaveri

ROMA – Quasi cinquecento migranti sono stati salvati dai pattugliatori Orione e Borsini della Marina militare italiana lunedì mattina, in sei diverse operazioni di soccorso. In una di queste le navi della Marina sono dovute intervenire dopo che un numero imprecisato di migranti è caduto in mare da un gommone in precarie condizioni di galleggiabilità al largo della Libia. Sei i corpi recuperati in acqua nel Canale di Sicilia.

 

Solo grazie al tempestivo intervento di due elicotteri della portaelicotteri Garibaldi molti migranti sono stati salvati. La nave Aquarius di Medici Senza Frontiere e Sos Mediterranée ha invece tratto in salvo 142 naufraghi, fra i quali 8 bambini tra uno e 11 anni.

Le azioni di salvataggio fanno parte dell’operazione nazionale Mare Sicuro, avviata nel marzo 2015 su disposizione del Ministero della Difesa dopo l’aggravarsi della crisi libica che ha reso necessario un potenziamento del dispositivo aeronavale di sicurezza marittima della Marina Militare nel Mediterraneo Centrale.

Intanto da Bruxelles si sottolinea che i ricollocamenti proseguono. Ne sono stati fatti anche in questi ultimi giorni, ha spiegato Natasha Bertaud, portavoce per gli Affari interni dell’esecutivo comunitario, a chi osserva che i trasferimenti da Italia e Grecia non raggiungono neppure il 5% del totale da effettuare entro settembre 2017. Parlando degli sforzi della Commissione europea Bertaud ha ricordato anche come il 20 luglio il commissario europeo Dimitris Avramopoulos abbia scritto ai ministri dell’Interno per sollecitarli a “soddisfare i loro obblighi”.