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Migranti, nuova tragedia al largo Libia: decine morti

ZUARA – Nuovo dramma nel Canale di Sicilia, a circa 35 miglia dalle coste della Libia. Proprio dove ieri un un barcone con seicento persone a bordo è affondato. Oggi, giovedì 26 maggio, stessa tragedia stesso mare: un barcone si è rovesciato. Circa un centinaio i profughi naufragati. L’allarme è stato dato da un velivolo di Eunavformed, la missione Ue. Sul posto sono intervenute anche motovedette della Guardia Costiera. E il primo bilancio è ben più tragico di quello di ieri: il portavoce della missione europea Enavfor Med, capitanto Antonello De Renzis Sonnino, parla già di 20-30 corpi recuperati dal mare. Ma la Guardia Costiera vede nero: il rischio è che i morti possano salire fino a 80.

A localizzare il barcone capovolto in mare è stato un velivolo lussemburghese che partecipa all’operazione Sophia-Eunavformed: a circa 35 miglia da Zuara c’erano circa un centinaio di migranti in acqua o aggrappati allo scafo. E’ stato dato subito l’allarme e sul posto è intervenuto un secondo velivolo di Eunavformed, questa volta spagnolo, che ha lanciato in mare kit di salvataggio. In zona anche due motovedette delle Capitanerie di porto e una nave spagnola della missione Ue, la Reina Sofia, che sta soccorrendo i migranti, attualmente una cinquantina quelli in via di recupero.

Intanto un altro migrante colpito da ictus è sbarcato a Porto Empedocle. Una motovedetta della Guardia costiera di Porto Empedocle (Ag) è in mare per andarlo a recuperare su nave Bettica, della Marina militare che si trova a circa 50 miglia dalla costa Agrigentina. Nel porto sta arrivando una ambulanza del 118 per trasferire l’uomo, appena sarà sbarcato, al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. A bordo della nave Bettica ci sono 540 persone soccorse in mare, tra subsahariani e siriani, e le 5 salme di giovani dai 20 ai 30 anni. Sono i sopravvissuti e i corpi recuperati ieri dopo il naufragio.

Dal Giappone, dove è in corso il G7, il premier Matteo Renzi promette: “Avevo promesso avrei portato al tavolo dei leader del mondo le immagini del dottore che ieri ha salvato la bambina di 9 mesi che nel naufragio ha perso la mamma, le immagini della Marina militare, di cui siamo fieri insieme con la Guardia Costiera, che ieri ha salvato 500 persone evitando un’ecatombe. E però il dramma continua. Il nostro lavoro di servizio, di salvare vite umane, rischia però non di essere inutile ma insufficiente”.

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