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Migranti, strage di Pasqua nel Mediterraneo: 8 corpi recuperati, altri in mare

Migranti, strage di Pasqua nel Mediterraneo: 8 corpi recuperati, altri in mare

Migranti, strage di Pasqua nel Mediterraneo: 8 corpi recuperati, altri in mare

ROMA – Nuova strage nel Mediterraneo in un weekend di Pasqua che ha visto circa 7mila migranti salvati in una cinquantina di interventi di soccorso coordinati dalla Guardia costiera. Alcuni gommoni carichi di persone si sono trovati in difficoltà a 20-25 miglia dalle coste della Libia. Sette i cadaveri recuperati dalla nave Phoenix della ong Moas, intervenuta in aiuto. Un altro cadavere, che si trovava su un differente gommone, è stato preso a bordo dalla nave di un’altra ong, Sea Eye. Ma potrebbero essere ancora molti i dispersi.

Il mare piatto favorisce massicce partenze di migranti dalle coste libiche. Sabato superlavoro per i mezzi di soccorso che hanno fatto ben 33 interventi, con 4.500 persone recuperate e domenica altri 21 operazioni hanno salvato ulteriori duemila partiti dalla Libia. In azione anche pescherecci e mezzi delle organizzazioni non governative che continuano nel loro lavoro umanitario in mare.

Proprio da una di queste queste ong, la Moas dei coniugi Chris e Regina Catrambone, è arrivata la drammatica testimonianza degli interventi in atto, “una maratona di 24 ore – spiegano – dove si sono susseguite continue operazioni di soccorso, tuttora in pieno svolgimento, nell’assistenza a 9 imbarcazioni, fra cui 7 gommoni e 2 barche di legno”. La Phoenix ha così preso a bordo ben 490 migranti ed ha recuperato anche sette cadaveri: 4 uomini, due donne ed un bambino di 8 anni.

“Immagina di portare il corpo senza vita di un bambino di 8 anni nella tua casa a Pasqua. Non dimenticherò mai questo giorno”, ha scritto su twitter Chris Catrambone. Un fotografo a bordo della Phoenix ha riferito di venti morti, ma il numero non sarebbe confermato, anche se i soccorritori parlano di altri corpi in mare. Nella zona, oltre alla nave di Moas sono attivi i mezzi di due ong tedesche, Sea Eye e Jugen Rettet. Le navi hanno lanciato sos perché già cariche di passeggeri. E ci sarebbero altre imbarcazioni in difficoltà.

Intanto, è arrivata a Reggio Calabria una nave con a bordo 649 migranti soccorsi due giorni fa. “Molti di loro – ha raccontato Michele Trainiti, responsabile del soccorso e della ricerca in mare di Medici senza frontiere – presentavano segni di tortura e delle sofferenze subite in Libia o durante il tragitto. Per la prima volta cominciamo a vedere anche i segni delle guerre: feriti da arma da fuoco e segni di maltrattamenti e torture”. Altri 851 sono sbarcati a Lampedusa.

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