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Migranti, Unhcr: “2016 anno più letale nel Mediterraneo: 3.800 da inizio anno”

GINEVRA – Il 2016 è l’anno che ha visto più migranti morire mentre cercavano di attraversare il Mar Mediterraneo: la tragica stima arriva dall’Unhcr, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Il portavoce dell’Unhcr, William Spindler, ha anche precisato che “possiamo ora confermare che sono almeno 3.800 i migranti” morti o dispersi dall’inizio dell’anno. “Bisogna mostrare più solidarietà con l’Italia”, ha sottolineato il portavoce. Italia che anche oggi, mercoledì 26 ottobre, ha visto approdare sulle sue coste altri migranti e 25 cadaveri di chi non ce l’ha fatta.

I nuovi dati dell’Unhcr si riferiscono a diversi incidenti ed in particolare alle testimonianze raccolte dall’Unhcr presso le persone soccorse durante il week-end e fatte sbarcare in Italia, ha spiegato Spindler. “Abbiamo ricevuto resoconti in base ai quali numerose persone sono morte o risultano disperse. Si tratta chiaramente di stime”, ha aggiunto.

L’anno scorso l’Unhcr aveva registrato per tutto l’anno un totale di 3.771 decessi nel Mediterraneo. Ma mentre nel 2015 1.015.078 persone avevano attraversato il Mediterraneo per raggiungere l’Europa, quest’anno sono finora circa 327.800.

Ad essere aumentato è il tasso dei decessi: nel 2016 una persona ogni 88 che hanno tentato la traversata ha perso la vita, un dato in netta crescita rispetto a 1 ogni 269 dello scorso anno. Nel Mediterraneo Centrale questo dato è addirittura più alto, con una morte ogni 47 arrivi.

Secondo il portavoce dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati è necessario accelerare il processo di ricollocamento dei richiedenti asilo e mostrare maggiore solidarietà con l’Italia. “La situazione in Italia è difficile perché molte persone che giungono nel Paese restano in Italia”, contrariamente a quanto accadeva in passato, ha detto il portavoce William Spindler all’agenzia Ansa. In Italia, i centri di accoglienza sono sempre più affollati e “questo ci preoccupa”. Per questo motivo l’Unhcr ha chiesto un programma per il ricollocamento delle persone giunte in Italia e in Grecia. “Ma il processo è troppo lento”.

L’anno scorso era stato raggiunto un accordo che prevede di ricollocare 39.600 persone, richiedenti asilo, dall’Italia verso altri Paesi europei. Ma finora (dati del 19 ottobre) solo 1.391 persone hanno lasciato l’Italia. “E’ deludente e non aiuta. Questa crisi non può essere risolta da uno o due Paesi da soli: il processo deve essere preso sul serio”, ha affermato Spindler.