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Monaco, resti umani degli esperimenti nazisti trovati al Max Planck Institute

LONDRA – A distanza di 70 anni, in alcuni contenitori sono state trovate parti del corpo e del cervello di alcune vittime degli orribili esperimenti dei medici nazisti, tra cui il famigerato “angelo della morte” Josef Mengele, nel corso di lavori di ristrutturazione nell’ospedale Max Planck di Monaco di Baviera.

I raccapriccianti resti sono stati scoperti lo scorso anno ma soltanto questa settimana sono stati pubblicati sui media israeliani, scrive il Daily Mail. E’ noto che, in tempo di guerra, l’istituto ha ricevuto regolarmente parti del corpo umano da Josef Mengele, medico del campo di sterminio nazista nella Polonia occupata, dove divenne famoso per effettuare crudeli esperimenti senza anestesia.

Il Max Planck Institute sostiene che i campioni furono utilizzati da uno studioso del cervello nazista, Julius Hallervorden, che ha condotto gli esperimenti sugli esseri umani durante e dopo il regime nazionalsocialista e, nel 1938, presso il Max Plank – all’epoca Kaiser Wilhelm Institute – era capo del dipartimento di neurologia.

La commissione di ricerca ha già iniziato a identificare alcune delle vittime, da cui sono stati prelevati i campioni, con l’obiettivo di seppellirle in una tomba comune. L’Istituto, sul suo sito web ha pubblicato:

“Siamo imbarazzati dai risultati scoperti negli archivi. Aggiorneremo il pubblico su ogni ulteriore informazione che verrà alla luce, con la massima trasparenza”.

Lo Yad Vashem, il museo dell’Olocausto a Gerusalemme, Israele, non era a conoscenza dell’esistenza dei resti umani; il prof. Dan Machman, direttore dell’International Centre for Holocaust Research del museo, a una radio israeliana ha detto:

“E’ sorprendente, sebbene non completamente. Sappiamo che sono stati condotti degli esperimenti e che non tutto è stato eliminato e sepolto”.

Machman afferma che

“a Berlino, due anni fa, nella spazzatura furono trovate le ossa delle vittime su cui stati effettuati gli esperimenti e l’anno prossimo, a questo proposito, terremo un convegno”.

“L’attuale scoperta aggiunge qualcosa di nuovo e si collega ad altri eventi scoperti improvvisamente dopo 70 anni. Chi pensava che questo capitolo fosse definitivamente chiuso, si sbagliava. E’ difficile sapere se questi campioni provengano da “morti per misecordia” – nel gergo nazista l’uccisione di persone malate ai fini della sperimentazione – o se derivino da altro”.

A Berlino, dal 1940 al 1945, centinaia di cervelli delle vittime della strage – pazienti psichiatrici e ritardati mentali – furono esaminati al Kaiser Wilhelm Institute for Brain Research (KWI).

“I ricercatori del KWI tra cui Giulio Hallervorden (1882 -1965), che ha lavorato presso il KWI dal 1938, si sono resi complici dell’omicidio dei pazienti – afferma il Max Planck Institute -. L’indagine dovrà rivelare di più sulle vittime e sulle valutazioni scientifiche. Inoltre, le parti di cervello che risalgono al periodo nazista, dovrebbero essere sepolte. Ancora da decidere, invece, dove rimarrano quelle successive al 1945”.

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