Blitz quotidiano
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Nasconde figlio in valigia e vola da Istanbul a Parigi

PARIGI – Questa è la storia di una donna beccata sull’aereo con un bimbo nella borsa. Il figlioletto, di appena un anno, era nascosto nel bagaglio a mano ed ha volato insieme alla sua mamma da Istanbul a Parigi. L’incredibile scoperta è avvenuta a bordo di un volo Air France.

Quel che più sconvolge è che la donna con il bagaglio irregolare sia riuscita a superare i controlli all‘Atatourk Airport, in Turchia, e ad imbarcarsi. Solo una volta a bordo, quando l’aereo era ormai decollato, ha tirato fuori dalla cabina la borsa e l’ha aperta, sotto gli occhi esterrefatti di un passeggero. E’ stato quest’ultimo a notare gli strani movimenti all’interno della valigia e ad avvertire le hostess. La donna è stata invitata dal fondo dell’aereo a raggiungere la cabina piloti che ha avvisato l’aeroporto di destinazione. Il volo era ormai già a metà strada. Una volta atterrato all’areoporto Charles de Gaulle di Parigi, sono intervenute le autorità francesi. La donna è stata fermata.

Non è la prima volta che notizie di disperazione come questa balzano agli onori delle cronache. E’ ancora vivo il ricordo di Abou, il bimbo di otto anni di origini sub-sahariane trovato nascosto in una valigia alla dogana di Ceuta, enclave spagnola in Marocco. Il piccolo Abou stava cercando di entrare clandestinamente in Europa per ricongiungersi alla sua famiglia. La sagoma di Abou fu individuata all’interno del trolley al check in. Le forze dell’ordine fermarono una giovane marocchina di 19 anni: “Sembrava nervosa, pensavamo stesse trasportando droga”. La ragazza venne stata arrestata e ammise di avere ricevuto dei soldi per il trasporto del piccolo di 8 anni. Poco dopo un uomo con il passaporto ivoriano e permesso di soggiorno in regola è stato fermato dagli agenti alla frontiera. L’uomo confessò di essere il padre di Abou e di avere cercato di fare arrivare suo figlio nascosto in Spagna nascondendolo all’interno della valigia. Un mese dopo le autorità spagnole concessero al piccolo Abou di riabbracciare la sua mamma. Un’altra storia della disperazione, finita una volta tanto bene.