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New York, chiuso aeroporto Jfk per colpi da arma da fuoco. Era falso allarme

NEW YORK – L’aeroporto internazionale John F. Kennedy (Jfk) di New York è stato evacuato la sera di domenica 14 agosto a causa di presunti spari in due terminali, ma l’allarme è rientrato durante la notte e lo scalo è stato riaperto. I voli in arrivo e in partenza sono stati comunque bloccati, e anche la strada principale che collega l’aeroporto alla città, la Van Wyck Expressway, è stata chiusa, con forti disagi per i passeggeri.

La polizia ha evacuato il terminale 8 dopo aver ricevuto una telefonata che segnalava spari vicino all’area partenze. Poco dopo, anche il terminale 1 è stato chiuso in seguito ad un altra segnalazione di colpi di arma da fuoco. Tuttavia, un portavoce della polizia ha reso noto successivamente che “non sono state trovate armi, munizioni, bossoli” o altre prove dei presunti spari.

L’aeroporto John F. Kennedy (John F. Kennedy International Airport) di New York è situato a sud-est della città di New York a circa 19 km dal centro di Manhattan. Inizialmente il nome dell’impianto era “Idlewild Airport” e fu poi cambiato in “Major General Alexander E. Anderson Airport”. Il Generale Anderson era un residente del Queens che comandò una unità della Guardia Nazionale negli Stati del Sud e che morì verso la fine del 1942.

L’aeroporto ricevette la denominazione attuale nel 1963, un mese dopo l’assassinio del Presidente Kennedy a Dallas. Il nuovo codice aeroportuale IATA fu “KIA”, abbreviazione di “Kennedy International Airport”, ma il numero dei morti in Vietnam divenne un argomento serio per i cittadini statunitensi (KIA è anche l’abbreviazione di “Killed in action”, “ucciso in combattimento”) e il codice venne nuovamente cambiato nel 1968 in JFK, codice mantenuto ancora oggi.