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Ohio. Costruiscono pc in carcere e lo usano per commettere reati online

Ohio. Costruiscono pc in carcere e lo usano per commettere reati online

Ohio. Costruiscono pc in carcere e lo usano per commettere reati online

COLUMBUS – Hanno usato dei pezzi di ricambio per assemblare un pc, l’hanno nascosto nel soffitto della stanza dove facevano pratica e lo hanno usato per commettere reati online. Tutto questo da una stanza del carcere dell’Ohio in cui Adam Johnston e Scott Spriggs erano detenuti per altri reati.

A raccontare la storia dei due criminali che si sono ritrovati a fare gli hacker da dietro alle sbarre è il New York Post, che scrive come i due abbiano usati i pezzi donati dalla Cleveland Ret3 al Marion Correctional Institutions per costruire un computer e collegarlo alla rete internet del carcere e da lì continuare a far girare i propri affari .

In un report di 50 pagine redatto dall’ispettore generale dell’Ohio è emerso che i due detenuti avevano nascosto i computer “nel soffitto, su una tavola di compensato, nella stanza di training” e che i computer erano collegati alla rete dell’Ohio Department of Rehabilitation and Correction.

Per accedere a internet, Johnston e Spriggs utilizzavano le credenziali appartenenti al dipendente pensionato dell’ODRC, Randy Canterbury. Gli investigatori hanno scoperto che i computer contenevano “strumenti dannosi mirati a effettuare degli attacchi” e che i due detenuti salvavano articoli su “fare la droga in casa, materie plastiche, esplosivi e carte di credito”.

Scaricavano p***o, film appena usciti, spettacoli tv, li salvavano in una chiavetta che davano ad altri detenuti, in cambio di prodotti dello spaccio. Johnston e Spriggs hanno anche utilizzato anche cinque carte di credito a nome di un altro detenuto e pass per i carcerati affinché avessero accesso a più aree all’interno della prigione di media sicurezza.

Le autorità si sono insospettite dopo che gli agenti ODRC, hanno ricevuto una e-mail in cui si diceva che una rete di computer aveva “superato la soglia di utilizzo quotidiano di Internet”. I computer sono stati trovati a luglio 2015 e Johnston ha poi ammesso che erano stati utilizzati prima di giugno.

L’ispettore generale ha ritenuto che gli standard di sicurezza permissivi del carcere, hanno consentito a Spriggs e Johnston di passare inosservati e che l’episodio non è stato riportato correttamente. L’ufficio ha chiesto al carcere di rivedere misure e procedure; non è noto se Johnston e Spriggs dovranno far fronte a ulteriori accuse.

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