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Onu, da gennaio risoluzione in Siria. Nato blinda la Turchia

Onu, da gennaio risoluzione in Siria. Nato blinda la Turchia

Barack Obama (Foto LaPresse)

BRUXELLES – Aerei radar, caccia e navi arriveranno nel Mediterraneo per incrementare la difesa della Turchia, data la situazione instabile della regione. Questa la decisione della Nato che arriva nello stesso giorno in cui l’Onu ha votato la risoluzione per l’avvio del processo di pace in Siria.

Il processo di pace in Siria, scrive Repubblica, inizierà dal prossimo gennaio 2016 e il primo obiettivo è portare al tavolo del negoziato il regime di Damasco da un lato e l’opposizione a Bashar Assad dall’altro:

“La riunione sulla Siria “è stata difficile ma si è conclusa bene con l’accordo sulla necessità di andare avanti e dare un forte mandato all’inviato speciale Onu Staffan de Mistura per avviare il negoziato tra i rappresentanti dell’opposizione e del regime”, ha detto Federica Mogherini a New York. “Ci aspettiamo che questo avvenga nel mese di gennaio”.

“Durante il vertice si è parlato della questione del futuro di Bashar al Assad, ma la posizione russa è stata molto chiara, ossia che questo summit non era su Assad ma sul cercare di trovare un’opposizione accettabile per i negoziati e un accordo sulla lista dei gruppi terroristici – ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Serguei Lavrov – .Speriamo che il governo di Damasco e l’opposizione abbiano l’opportunità di iniziare i negoziati in gennaio”. Posizione ancora molto distante da quella degli Stati Uniti.  “Assad deve lasciare per far sì che nel paese si metta fine al bagno di sangue”, ha detto il presidente UsaBarack Obama, sottolineando che Assad ha perso legittimità fra i siriani e non ci sarà pace senza un governo legittimo.

Restano tesi i rapporti fra Mosca e Ankara. Oggi Mosca ha trasformato trasforma la sfida con Ankara in uno show televisivo, togliendo in diretta tv e i sigilli della scatola nera del bombardiere russo Sukhoi-24 abbattuto lo scorso 24 novembre da F16 turchi al confine con la Siria.Ma il tentativo di coinvolgere la comunità mondiale nell’analisi della black box per provare le responsabilità della Turchia è in gran parte fallito.Ieri il presidente russo, Vladimir Putin,avevadichiarato di non vedere la possibilità di riparare i rapporti con l’attuale leadership turca dopo “l’atto ostile” rappresentato dall’abbattimento del Sukhoi-24″.

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