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“P Diddy pagò un milione per far uccidere Tupac Shakur”

Le rivelazioni dell'ex detective di Los Angeles Greg Kading in un documentario che Netflix manderà in onda la prossima primavera

LOS ANGELES – P Diddy pagò un milione di dollari il killer che uccise Tupac Shakur nel 1996: è quanto sostiene Greg Kading, ex detective del dipartimento di polizia di Los Angeles. Un omicidio su commissione che si inseriva in una faida tra rapper della East Coast (come Sean ‘P Diddy’ Combs, originario di New York) e della West Coast (in cui viveva Shakur).

Secondo le rivelazioni fatte dall’ex detective e contenute in un documentario dal titolo “Murder Rap” che verrà mandato in onda da Netflix la prossima primavera, fu proprio P Diddy ad ingaggiare il gangster Duane Keith ‘Keffe D’ Davis perché sparasse da una Cadillac in corsa i quattro colpi di pistola che il 7 settembre del 1996 uccisero Shakur, che all’epoca aveva 25 anni.

Nel documentario si sente il racconto di Keffe D’ Davis che rivela:

“P Diddy avrebbe fatto qualsiasi cosa per uccidere Tupac e il suo manager Marion Hugh “Suge” Knight”.

Keffe ha anche spiegato di essere stato pagato un milione di dollari per commettere l’omicidio, il cui esecutore materiale fu però il nipote, Orlando “Baby Lane” Anderson.

Sei mesi dopo, arrivò la vendetta: in una sparatoria, il 9 marzo del 1997, venne ammazzato Notorius BIG (Biggie Smalls), grande amico di P Diddy.

A commissionare quell’omicidio sarebbe stato il manager di Tupac, Marion Hugh “Suge” Knight, che avrebbe pagato il gangster Wardell “Poochie” Fouse.

Spiega Annalisa Grandi sul Corriere della Sera: 

“La faida fra i rapper della East e della West Coast degli Stati Uniti negli anni ‘90 è entrata nella storia: dalla rivalità fra la Bad Boy Records (della costa est) e la Death Row Records alla divisione fra i fan fino alle due morti violente, quella di Tupac e Notorius BIG appunto. A Kading nel 2006 era stato affidato il compito di effettuare nuove indagini su quelle morti, dopo la denuncia presentata dalla madre di Notorius Violetta che aveva accusato proprio la polizia di aver coperto il coinvolgimento di un suo funzionario nella morte del figlio. La donna aveva chiesto 500milioni di dollari di risarcimento: Kading e la sua squadra però non si erano limitati a trovare elementi che escludessero qualsiasi coinvolgimento della polizia, avevano provato a portare a termine le indagini sui due omicidi. Nel 2009 però il detective era stato rimosso dalla task force ,a seguito di un’indagine interna. «Non vogliono andare in fondo perché P Diddy è troppo famoso» aveva sostenuto in un libro uscito nel 2011. «Accuse del tutto ridicole» aveva replicato la star della musica. E adesso, arriva anche il documentario”.

(Nelle foto LaPresse P Diddy)

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