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Pakistan, attacco kamikaze dei talebani a Lahore: 26 morti, anche poliziotti

Pakistan, attacco kamikaze dei talebani a Lahore: 26 morti, anche poliziotti

Pakistan, attacco kamikaze dei talebani a Lahore: 26 morti, anche poliziotti

LAHORE – Attacco kamikaze a Lahore, nell’est del Pakistan. Una motobomba è esplosa lunedì 24 luglio vicino alla torre Arfa Karim It sulla Ferozepur Road. L’ultimo bilancio aggiornato parla di almeno 26 morti, inclusi 9 poliziotti e 49 feriti, di cui otto gravi.

L’attacco è stato rivendicato dal gruppo talebano Tehrek-e-Taliban Pakistan (Ttp), che ha diffuso una foto del kamikaze ed anche il suo nome.

Il loro portavoce, Muhammad Khorasani, ha indicato che “l’attentatore suicida Fida Hussain Swati ha provocato la morte di decine di agenti di polizia”. Dopo aver detto che “ciò accade a chi si mette sulla nostra strada”, il messaggio conclude che “continueremo simili azioni fino alla introduzione della Sharia (Legge islamica) nel nostro Paese”.

Il capo della polizia di Lahore Amin Wains ha detto al Times of India che “l’obiettivo dell’esplosione era proprio la polizia”. La tv DawnNews ha sottolineato che l’esplosione è avvenuta a poca distanza dall’ufficio del governatore del Punjab, Shahbaz Sharif.

I kamikaze talebani hanno seminato morte e distruzione oggi con attentati a Kabul, in Afghanistan, e a Lahore, in Pakistan. Il primo attacco, ed anche il più cruento, è avvenuto dopo l’alba quando un attentatore suicida ha fatto esplodere il suo veicolo in una zona di massima sicurezza ad ovest della capitale afghana, non lontano dalla residenza del vice premier del governo di Unità nazionale, Muhammad Mohaqiq.

Nella rivendicazione, il portavoce dei talebani dell’Emirato islamico dell’Afghanistan, Zabihullah Mujahid, ha parlato della “uccisione di decine di membri dei servizi di intelligence” (Nds). Ma è poi emerso che molti dei 36 morti e dei 50 feriti erano invece dipendenti del ministero del Petrolio e delle Miniere, e studenti dell’università privata Zawul.

Il presidente Ashraf Ghani, il premier, Abdullah Abdullah, e l’ambasciata americana a Kabul hanno immediatamente condannato l’attentato, “realizzato da cinici nemici dell’Afghanistan”, e considerato “contrario ai principi più elementari dell’Islam”.

La preoccupazione degli analisti locali è grande perché, nonostante gli sforzi delle forze di sicurezza in Afghanistan e Pakistan ed il sostegno della Coalizione internazionale della Nato guidata dagli Usa, gli attentati dei talebani, e dei gruppi vicini all’Isis si stanno moltiplicando in entrambi i Paesi.

Anche per questo, in attesa che il presidente Donald Trump decida se e come incrementare il numero dei militari da inviare nel teatro afghano, il comandante in capo della Missione ‘Resolute Support’ e delle forze Usa, generale John W. Nicholson, è volato oggi a Rawalpindi per esaminare l’emergenza con il comandante dell’esercito pachistano, generale Qamar Javed Bajwa.

I due, si è appreso, hanno discusso della situazione della sicurezza alla frontiera afghano-pachistana, che gli insorti continuano ad attraversare pressoché indisturbati, e del modo per migliorare il clima delle relazioni fra Kabul e Islamabad, che negli ultimi mesi si sono molto deteriorate.

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