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Pakistan, tre donne musulmane sunnite uccidono un musulmano sciita: “E’ blasfemo”

Pakistan, tre donne musulmane sunnite uccidono un musulmano sciita: "E' blasfemo"

Pakistan, tre donne musulmane sunnite uccidono un musulmano sciita: “E’ blasfemo”

ISLAMABAD – Tre donne di fede islamica sunnita hanno ucciso un uomo di fede sciita accusato di blasfemia, che in Pakistan e in Vaticano è un delitto molto grave oltre che un peccato mortale. Sono state arrestate, ma vedremo come andrà al processo.

Si uccidono in nome di Dio anche tra musulmani, sunniti contro sciiti. Gli sciiti costituiscono una importante minoranza, circa il 15 per cento del totale dei musulmani. Vanno avanti così da quando è morto Maometto, nel 632, quasi 1.400 anni fa. Mentre nella tradizione il delitto settario era esclusivo dei maschi, ora a uccidere sono anche le donne.

La differenza fra i due grandi filoni dell‘Islam si riconduce, in sostanza, alla scelta della legittima discendenza da Maometto del loro capo. I sunniti si rifanno ai più stretti compagni del Profeta, per gli sciiti il legittimo erede era Ali, cugino e genero di Maometto. La polizia pachistana ha fatto sapere che le tre donne hanno confessato di aver ucciso l’uomo considerato blasfemo.

Fazal Abbas Shah era stato accusato di blasfemia nel 2004, reato per il quale fu costretto a fuggire in Danimarca. Abbas, che apparteneva alla setta minoritaria sciita, era ritornato in Pakistan per il processo. Due giorni fa, le tre sospettate hanno fatto irruzione in casa della vittima freddandola con alcuni colpi di pistola.

L’uomo era tornato nella sua residenza, situata nel distretto Sialkot del Punjab, ed aveva appena incontrato un parente giunto sul posto per salutarlo: “Fazal era seduto accanto a me. Una delle donne ha tirato fuori la pistola dalla borsa e ha cominciato a sparargli” ha detto lo zio, Azhar Hussain Shamsi, aggiungendo che la donna era una conoscente della famiglia ed una sostenitrice del gruppo militante Anti-Shia, chiamato Lashkar-e-Jhangvi (LeJ). Shamsi ha confermato che il nipote è stato ucciso perché appartenente alla setta minoritaria “Shia”, fatto confermato anche dalle assassine, che hanno confessato il crimine.

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