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Panama Papers, anche pezzi grossi Partito Comunista Cina

LONDRA  – Panama Papers, anche pezzi grossi Partito Comunista Cina. Ci sono anche i familiari di otto fra i più importanti dirigenti del Partito comunista cinese nelle liste dei Panama Papers. E’ quanto rivela il Guardian, secondo cui fra coloro che per sfuggire al fisco hanno utilizzato compagnie offshore compaiono il cognato del presidente, Xi Jinping, il genero di Zhang Gaoli, membro del politburo cinese, e la figlia di Li Peng, che guidò la repressione contro i manifestanti di piazza Tiananmen.

Delle nuove rivelazioni scrive anche il New York Times secondo cui rischiano di creare ulteriore grande imbarazzo per le autorità di Pechino, con i vertici del partito Comunista che nell’era Xi hanno fatto della lotta alla corruzione la priorità delle priorità.

Tra i nomi fatti dall’International Consortium of Investigative Journalists c’ è anche quello della nuora di Liu Yunshan, il capo della propaganda, che sarebbe stata azionista e direttrice di una società registrata nelle Isole Vergini.

Continua insomma a crescere a dismisura l’elenco dei potenti di ogni parte del mondo nella lista. Si è già dimesso, dopo proteste di piazza, il premier islandese. Di oggi anche la notizia della presenza dell’attuale presidente della Fifa, Infantino, nella lista. In Francia fa invece molto discutere la presenza di diversi tra i collaboratori più stretti, il cosiddetto cerchio magico, di Marine LePen.

Secondo quanto sostenuto da Julian Assange, invece, tutta l’operazione sarebbe una colossale offensiva messa su dagli Stati Uniti e dal miliardario George Soros e che avrebbe come obiettivo il presidente russo Vladimir Putin, non a caso uno dei primi nomi a finire sulla lista.