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Panama Papers, “Cia usò i servizi di Mossack-Fonseca”

BERLINO – Panama Papers, la Cia avrebbe utilizzato servizi forniti dallo studio Mossack-Fonseca per azioni sotto copertura, compreso il cosiddetto Irangate, ovvero lo scandalo politico che nel 1985-1986 coinvolse alti funzionari e militari dell’amministrazione dell’allora presidente americano Ronald Reagan, accusati dell’organizzazione di un traffico illegale di armi con l’Iran, su cui vigeva l’embargo. La rivelazione arriva dal quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung, uno dei primi a rivelare lo scandalo sulle società off-shore nello Stato caraibico, considerato uno dei paradisi fiscali. 

Tra i clienti di Mossack Fonseca, poi, secondo il quotidiano di Monaco, ci sarebbero anche “alcuni artefici” dello scandalo Iran-Contras degli anni ’80, oltre a “responsabili di alto rango, attuali e passati, dei servizi segreti di almeno tre Paesi: Arabia Saudita, Colombia e Ruanda“. Tra i nomi emersi dal dossier, anche quello di Kamal Adham, ex responsabile dei servizi segreti sauditi, morto nel 1999 e che “passava per essere uno dei principali interlocutori della Cia” in Medio Oriente.

Per quanto concerne la Cia, secondo il quotidiano tedesco gli agenti segreti americani avrebbero fondato società di comodo per operazioni coperte, in modo da poter agire senza dare nell’occhio. I diretti interessati negano, ma questa non è la prima volta che i Panama Papers vengono accostati in modo non proprio nobile agli Stati Uniti.

Nei giorni scorsi, dopo la diffusione dei primi nomi di imprenditori e milionari presenti negli undici milioni e mezzo di documenti diffusi dagli hacker, Wikileaks aveva accusato gli Stati Uniti e il miliardario americano d’origine ungherese George Soros di essere dietro i Panama Papers, e in particolare dietro all’attacco sferrato contro il presidente russo Vladimir Putin.

Secondo l’organizzazione fondata da Julian Assange, tutto sarebbe passato attraverso l’Occrp (Organized Crime and Corruption Project), organizzazione finanziata da Usaid, l’agenzia americana per lo sviluppo.

“#PanamaPapers, l’attacco a Putin è stato fatto dall’OCCRP, che punta alla Russia e l’ex Urss ed è stata fondata da USAID e Soros”, aveva twittato Wikileaks. L’Occrp (Organized Crime and Corruption Project) è una no profit, si legge sul suo sito, ed è appoggiata, oltre che da Usaid, dalle Open Society Foundations, da organizzazioni giornalistiche come l’International Consortium of Investigative Journalists (Icij), Scoop, e il Center for Public Integrity (Cpi).

In questo modo si spiegherebbe anche la scarsissima presenza di nomi americani nei Panama Papers:  200 americani e circa 3.500 azionisti di società off-shore con indirizzi negli Stati Uniti. Una ben piccola porzione rispetto alle oltre 250.000 aziende con cui Mossack-Fonseca ha invece trattato in quattro decenni di attività. Del resto i collegamenti tra la Cia e la Mossack-Fonseca vanno indietro nel tempo: il padre di uno dei due soci fondatori dello studio al centro dello scandalo panamense, Juergen Mossack, fu un agente delle SS che si candidò a diventare spia proprio della Cia. Ma questa è un’altra storia.

 


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