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Papa ai vescovi: “Siate sobri, rinunciate alle proprietà”

ROMA – “Siate sobri, rinunciate ai beni non necessari e bruciate sul rogo le ambizioni“. E’ l’appello rivolto da Papa Francesco ai vescovi in apertura della Conferenza episcopale italiana. I lavori, che termineranno giovedì 19, si svolgono in Vaticano nell’Aula del Sinodo: i vescovi italiani si confronteranno sul rinnovamento del clero a partire dalla formazione permanente ma anche su alcune linee di gestione in abito economico e sulla revisione delle norme sui Tribunali ecclesiastici.

“Dei beni della Chiesa tenere solo ciò che serve fede e carità“, ha raccomandato il Papa nel suo discorso di apertura. “Nella vostra riflessione sul rinnovamento del clero rientra anche il capitolo che riguarda la gestione delle strutture e dei beni economici: in una visione evangelica – esorta il Pontefice – evitate di appesantirvi in una pastorale di conservazione, che ostacola l’apertura alla perenne novità dello Spirito. Mantenete soltanto ciò che può servire per l’esperienza di fede e di carità del popolo di Dio”.

Francesco traccia l’identikit del sacerdote, che non è un burocrate, non mira all’efficienza, non si scandalizza per le fragilità. È uomo di pace, sempre disponibile con le persone perché “in questo tempo povero di amicizia sociale il nostro primo compito è quello di costruire comunità”.

“Il contesto culturale – ha aggiunto il Papa – è molto diverso da quello in cui i preti hanno mosso i primi passi nel ministero. Anche in Italia tante tradizioni, abitudini e visioni della vita sono state intaccate da un profondo cambiamento d’epoca. Noi, che spesso ci ritroviamo a deplorare questo tempo con tono amaro e accusatorio, dobbiamo avvertire anche la durezza: nel nostro ministero, quante persone incontriamo che sono nell’affanno per la mancanza di riferimenti a cui guardare!”

Il discorso del pontefice arriva proprio nei giorni in cui verranno approvati dalla Cei i conti relativi all’otto per mille: un importo che in genere si aggira attorno al milione di euro, impiegato per supportare le opere di evangelizzazione e di carità, ma troppo spesso finito al centro di speculazioni e raggiri o dilapidato con operazioni finanziarie improbabili.