Blitz quotidiano
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Papa Francesco in moschea a Baku: “Mai più violenza in nome di Dio”

ROMA – Papa Francesco entra in moschea a Baku per chiedere, oggi come altre volte, che non si uccida più nel nome di Dio.  “Dio, e la storia stessa, ci domanderanno se ci siamo spesi oggi per la pace; già ce lo chiedono in modo accorato le giovani generazioni, che sognano un futuro diverso”, le parole di Francesco nella moschea “Heydar Aliyev” di Baku, incontrando i rappresentanti delle altre religioni.

“Una pace vera – ha spiegato -, fondata sul rispetto reciproco, sull’incontro e sulla condivisione, sulla volontà di andare oltre i pregiudizi e i torti del passato, sulla rinuncia alle doppiezze e agli interessi di parte; una pace duratura, animata dal coraggio di superare le barriere, di debellare le povertà e le ingiustizie, di denunciare e arrestare la proliferazione di armi e i guadagni iniqui fatti sulla pelle degli altri”.

“La voce di troppo sangue grida a Dio dal suolo della terra, nostra casa comune – ha aggiunto -. Ora siamo interpellati a dare una risposta non più rimandabile, a costruire insieme un futuro di pace: non è tempo di soluzioni violente e brusche, ma l’ora urgente di intraprendere processi pazienti di riconciliazione”. .

Quindi il pontefice ha pronunciato un vero e proprio appello per la pace: “Nella notte dei conflitti, che stiamo attraversando, le religioni siano albe di pace, semi di rinascita tra devastazioni di morte, echi di dialogo che risuonano instancabilmente, vie di incontro e di riconciliazione per arrivare anche là, dove i tentativi delle mediazioni ufficiali sembrano non sortire effetti”.

“Specialmente in questa amata regione caucasica, che ho tanto desiderato visitare e nella quale sono giunto come pellegrino di pace – ha aggiunto -, le religioni siano veicoli attivi per il superamento delle tragedie del passato e delle tensioni di oggi”.