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Parassita delle piscine, negli Usa raddoppiati focolai: quali sono i sintomi

Parassita delle piscine, negli Usa raddoppiati focolai

Parassita delle piscine, negli Usa raddoppiati focolai

ROMA – Negli Usa è allarme per il “parassita delle piscine“, ovvero il Cryptosporidium, più noto come Crypto. Secondo i Centri di Controllo e Prevenzione delle Malattie (CDC), i focolai sono raddoppiati in due anni, dai 16 del 2014 ai 32 del 2016.

La criptosporidiosi colpisce il tratto gastro-intestinale e il sintomo principale è un attacco dissenterico, che nei bambini può essere associato anche ad anoressia e vomito. Questo parassita si diffonde quando le persone ingeriscono qualcosa che è stato contaminato con feci. Inoltre non è facilmente ucciso dal cloro e la sua capacità di sopravvivere fino a 10 giorni in acqua correttamente trattata rende piscine o parchi giochi acquatici il luogo più adatto per il diffondersi di epidemie. In grado di far ammalare anche se in piccolo numero, questi germi sono oggetto di monitoraggio da parte dei CDC dal 2010 e i casi registrati sono in aumento.

L’Arizona ha riportato 352 casi nel 2016, a fronte di non più di 62 casi annui nel 2011-2015. L’Ohio ha visto 1.940 casi nel 2016, a fronte di non più di 571 casi annui nel 2012-2015.

Tra le raccomandazioni, non nuotare in caso di diarrea; aspettare fino a 2 settimane dopo la fine del disturbo prima di riprendere a frequentare luoghi d’acqua; non ingerire l’acqua in cui si nuota; farsi la doccia prima di entrare in piscina. La maggior parte dei germi possono essere uccisi in pochi minuti con normali disinfettanti, ma nel caso di Crypto si consiglia di chiudere le piscine e trattare l’acqua con elevati livelli di cloro.

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