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Parla arabo al telefono: costretto a scendere dall’aereo

LOS ANGELES – Parla in arabo al telefono e viene fatto scendere dall’aereo. E’ l’episodio capitato ad uno studente iracheno, Khairuldeen Makhzoomi, 26 anni, rifugiato e appunto studente presso la Berkeley, Università della California.

Lo scorso 6 aprile si trovava a bordo di un volo della compagnia aerea statunitense Southwest Airlines, che dall’aeroporto internazionale di Los Angeles lo avrebbe portato a Oakland. In attesa del decollo, il ragazzo ha fatto una breve telefonata a uno zio che vive a Baghdad per raccontargli dell’accaduto. Ma è incappato in una passeggera che, sentendolo parlare in arabo, ha subito lanciato l’allarme. E il povero Khairuldeen è stato fatto scendere dall’aereo.

Come scrive Antonio Bonanata per Il Messaggero:

Prima di riattaccare, aveva promesso che si sarebbe fatto vivo una volta giunto a destinazione, concludendo con un rituale “inshallah” (“Se Dio vuole”). Ma una donna che sedeva vicino a lui ha cominciato a fissarlo, rivolgendosi poi al personale di bordo e riferendo di “commenti potenzialmente minacciosi”, come si legge in un comunicato della compagnia.

Il dipendente della Southwest Airlines, racconta il ragazzo, gli ha parlato “come fosse un animale”, dopo aver chiesto perchè si fosse espresso in arabo. Quando poi Makhzoomi ha commentato «Questo è quello che l’islamofobia fa in questo paese», l’uomo si è alterato, dicendogli che non sarebbe ritornato sull’aereo.