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Pena di morte Texas: “Fate presto”, e si mette a russare dopo iniezione

ROMA – Pena di morte Texas: “Fate presto”, e comincia a russare dopo iniezione. E’ stata eseguita ieri sera in Texas la condanna a morte di Barney Fuller, il 58enne che si era dichiarato colpevole dell’omicidio di una coppia di vicini avvenuto 13 anni fa e che a aveva chiesto di essere giustiziato perché stanco di aspettare. Prima di ricevere una dose letale di pentobarbital, le ultime parole di Fuller sono state: “Non ho niente da dire, si può procedere”.

E’ stato dichiarato morto 38 minuti dopo, alle 19:01 ora locale. Si è trattata della sedicesima condanna a morte eseguita negli Stati Uniti quest’anno.  Ha detto ancora: “Hei, mi state mettendo a dormire”. Ha respirato ancora un paio di volte, poi ha cominciato a russare. In 30 secondi ogni movimento era cessato. La morte è stata accertata 38 minuti dopo, un po’ più tardi del previsto.

L’intervallo tra le sue ultime parole e quando il veleno ha fatto effetto è stato un poco più lungo del normale. “Ognuno è diverso nel modo in cui il suo corpo si dichiara vinto”, ha spiegato Jackson Clark, portavoce del dipartimento di giustizia texano.

Fuller si arrese attendendo tranquillo la polizia nella sua casa a un centinaio di km da Houston la notte di maggio 2003 in cui compì la mattanza dei Copeland, suoi vicini di casa: armato di fucile e pistola esplose 59 colpi per uccidere la coppia e ferire il figlio. L’altra figlia riuscì a fuggire illesa solo perché la luce nella sua stanza non si accese.

Le liti erano scoppiate a causa della passione per le armi di Fuller, che due anni prima del fattaccio, aveva minacciato la famiglia: “Buon anno”, disse ad Annette Copeland, “Ti ucciderò”, aggiunse in una telefonata del primo gennaio 2001.