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Pirati islamici a Bohol (Filippine): sterminati i 10 del commando

Pirati islamici a Bohol (Filippine): sterminati i 10 del commando

Pirati islamici a Bohol (Filippine): sterminati i 10 del commando

I superstiti componenti del commando islamico di Bohol, nelle Filippine, sono stati uccisi dai militari. Altri sette erano stati eliminati nei giorni scorsi.

Bohol è una isola con popolazione in prevalenza cristiana che sta godendo di una fase di sviluppo molto forte grazie soprattutto al tursimo. Bohol si trova molto distante da Mindanao, storicamente dominio di pirati (vedasi Salgari) e più di recente di guerriglieri musulmani. Leader dei guerriglieri, dediti alla pirateria e ai rapimenti, è Abu Sayyaf, tristemente noto in quella parte del mondo. Per dare la caccia ai pirati del nuovo sultano si sono consorziate le marine di Filippine, Malesia e Indonesia. A parte le armi più sofisticate, i mezzi di comunicazione e la velocità delle navi e dei motoscafi, nulla sembra essere cambiato da due secoli fa, ai tempi di James Brooke, il Raja bianco di Sarawak

L’assalto della banda dei 10 terroristi risale a 10 giorni fa. Il commando era arrivato con un potente motoscafo e era sbarcato a poche decine di chilometri da Tagbilaran, capitale di Bohol. Obiettivo era il rapimento di turisti. I terroristi però erano stati incauti, spaventando la popolazione con raffiche di mitra. Le forze dell’ordine erano state allertate e erano intervenute. Nel corso di uno scontro a fuoco che era costato la vita a 5 fra militari e poliziotti, 6 terroristi erano stati uccisi. Un settimo era stato scoperto e ucciso nei giorni successivi.

I tre ancora liberi, feriti e a corto di viveri, si erano nascosti nella jungla ma sono stati scoperti domenica 23 aprile. Fra loro c’era il capo del commando. Nella lista delle loro malefatte ci sono rapimenti di tecnici tedeschi e canadesi e il sequestro di un intero equipaggio di un cargo, tutti marinai vietnamiti in numero di 12.

Le navi da carico che incrociano quei mari nulla possono fare per competere con i motoscafi dei pirati malesi e filippini, che hanno sostituito i prahos di Sandokan con motori da centinaia di cavalli, capaci di raggiungere i 40 nodi di velocità.

 

 

 

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