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Poliziotto L.A. uccise uomo disarmato: pm stigmatizza ma non punisce

ROMA – Poliziotto L.A. uccise uomo disarmato: pm stigmatizza ma non punisce. Nel dubbio spara per primo: un nuovo capitolo della facilità con cui la polizia americana ricorre all’uso delle armi si è aperto a Los Angeles.

Il caso dell’uccisione di Hector Morejon – 19 anni, disarmato ma freddato da un poliziotto del distretto di Long Beach più di un anno fa – è finito nelle mani del procuratore che ha riconosciuto l’eccesso nell’uso della forza e il mancato rispetto delle procedure di ingaggio da parte di Jeffrey Meyer, il poliziotto incriminato. Che però non subirà alcun processo per nessun capo di imputazione.

Tecnicamente, Meyer ha scambiato una “minor call”, una chiamata senza particolare rischi, in una “deadly shooting”, una sparatoria mortale (come titola il Los Angeles Times). I fatti di un anno fa: Meyer risponde a una richiesta di intervento per uno sconfinamento, un trespassing. Giunto sul posto, si allontana dal suo collega e si dirige arma in pugno verso il vicolo dove ha visto dei movimenti.

Senza dichiararsi apre una finestra dove ha visto entrare quello che ritiene un sospetto, illumina con una torcia l’interno e appena qualcosa si muove apre il fuoco uccidendo Hector. Più tardi Meyer sosterrà di aver pensato che l’appartamento fosse abitato da una gang. Ricostruzione sconfessata dal procuratore che, a sorpresa perché per nulla usuale, stigmatizza l’operato del poliziotto: “Chiaramente, le deficienze d’approccio sono state la causa sostanziale se non primaria, della morte di Morejon”.

Meyer, 27 anni di esperienza, non parla. Il dipartimento di Polizia di Long Beach non commenta e rispetta le conclusioni dell’Attorney. Rispetto di cosa – si chiede il   cronista del L.A. Times – se Meyer non è stato raggiunto nemmeno da un semplice provvedimento disciplinare?