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Preti sposati? Idea da gesuita di Papa Francesco: i “viri probati”, poi le donne e chissà…

Preti sposati? Papa Francesco pensa ai "viri probati". Sinodo fra due anni

Preti sposati? Papa Francesco pensa ai “viri probati”. Sinodo fra due anni

ROMA – Preti sposati? Papa Francesco pensa ai “viri probati”. Sinodo fra due anni. Qualcosa in più dei diaconi attuali, qualcosa meno del celibato obbligatorio e senza eccezioni. Una trovata geniale, degna di un gesuita, per aggirare l’ostacolo che rischia di bloccare la Chiesa su un tema da cui può dipendere il suo futuro. I vecchi che comandano la Chiesa non sentono più il problema, ma per i giovani, l’idea di una famiglia propria, di una donna e magari, un giorno anche di un uomo, è vincente e allontana molti possibili sacerdoti che devono conquistare alla Fede nuove anime sul campo dei 5 continenti.

Lasciando stare il principio del celibato ma aprendo a un gruppo di uomini scelti con cura molte delle funzioni dei preti, il macigno si aggira e si pone anche la premessa per aprire alle donne prete, “mulieres probatae” anche loro.

Potrebbe essere questa l’apertura della Chiesa cattolica di rito latino a proposito dei preti sposati questa trovata dei “viri probati”. Cioè piccoli gruppi di laici già sposati con figli o vedovi che già ora sono impegnati nelle parrocchie. A loro sarebbe affidato un ruolo in quello che possiamo chiamare una forma di sacerdozio parallela.

San raffaele

Secondo il sempre ben informato magazine online Usa “Crux” Papa Francesco ci sta pensando: intanto istituendo un Sinodo dedicato fra due anni (2018-2019). Il tema del celibato dei preti è, in forma più o meno carsica, fra i più dibattuti e lo stesso Bergoglio nel 2014 accennò alla necessità di una riforma. Ma senza terremotare le fondamenta dottrinarie per cui su qualsiasi novità o apertura il Papa vuole a tutti i costi il consenso dei vescovi.

Per questo quella dei “viri probati”, già sperimentati per esempio in Honduras (si chiamano “Delegados della Palabria”): si occupano, dove c’è scarsità di uomini e di vocazioni, della liturgia della Parola, animano le funzioni religiose, non possono somministrare l’Eucarestia.

Successe così pure al Concilio con i diaconi, allora di fatto un semplice step di passaggio verso il sacerdozio. Si recuperò la possibilità di ordinare diaconi sposati accanto a quelli tenuti al celibato e fu boom: erano 368 nel 1970, oggi tutti insieme (ma quelli celibi non possono sposarsi dopo l’ordinazione e quelli sposati restano celibi se diventano vedovi) sono quasi 30 mila ripartiti tra Europa e Nordamerica.

Eppure in Italia i preti cattolici sposati ci sono: sono quelli di rito orientale (precisamente bizantino-cattolici), che potete trovare nelle Eparchie (Diocesi) di Piana degli Albanesi (PA) e Lungro (CS), con sconfinamenti in Basilicata e anche a Pescara). Più il monastero di Grottaferrata, dove ci sono i monaci basiliani. I sacerdoti bizantino-cattolici possono avere famiglia, prendere i voti dopo le nozze e nessuno si scandalizza. (Antonio D’Anna, Italia Oggi)

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