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Rifugiati siriani, soldi a chi li ospita: il modello Giordania

ROMA – Rifugiati siriani, soldi a chi li ospita: il modello Giordania. Bisogna guardare con attenzione e speranza  – suggerisce un articolo del New York Times – all’esperimento con cui l’Occidente sta sovvenzionando la Giordania per rendere appetibile e vantaggiosa l’accoglienza suol suo territorio dei rifugiati siriani e impedire che si riversino in massa magari sulle famigerate carrette del mare in Europa.

Nella piccola Giordania sono attualmente 650mila i rifugiati siriani censiti dalle Nazioni Unite. Finora la vita da migranti illegali è stata durissima per loro: i giordani negavano loro il visto con la giustificazione degli altissimi livelli di disoccupazione interna. Ora però le cose per i rifugiati stanno cambiando, soldi e aiuti hanno convinto le autorità a cambiare registro.

Il nuovo corso ha prodotto già 13mila permessi di lavoro per i siriani, altri 50mila sono in programma per la fine dell’anno, decine di migliaia in futuro. In cambio lo stato giordano ha ricevuto un prestito a interessi zero da 300 milioni di dollari dalla Banca Mondiale, un tipo di prestito erogato normalmente solo ai più poveri degli stati africani.

Le nazioni occidentali, Usa compresi, hanno invece staccato un assegno da 60 milioni di dollari per un programma di edilizia scolastica destinato ai bambini siriani. Soprattutto, ed è l’incentivo più atteso, la Giordania sta chiudendo il negoziato che le consentirà scambi commerciali con l’Europa a tassazione zero. Il modello Giordania è solo l’inizio di una strategia complessiva di riduzione dei flussi attraverso investimenti e aiuti nei luoghi di origine o transito dei migranti.

La Turchia ha ricevuto 6,6 miliardi di dollari dalla Ue perché trattenga i suoi siriani, più il visto per i turchi che entrano in Europa. La Libia riceve finanziamenti per trattenere in loco i migranti che spingono alle frontiere. Secondo Human Rights Watch si tratta solo di affidare in outsourcing il “lavoro sporco”, ma è un fatto che il modello Giordania rende possibile trasformare una calamità in una grande opportunità di sviluppo in quei paesi. Con i soldi dell’Occidente.