Blitz quotidiano
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Russi a secco di alcolici? Mancano i nuovi bolli delle accise

ROMA – Quel bollo sugli alcolici che, come sulle sigarette, certifica l’accisa e la regolarità fiscale dell’importazione rischia di far rimanere a secco i consumatori russi. Il vecchio bollo, che è stato già una volta prorogato (fino a settembre 2016), infatti è praticamene esaurito mentre il nuovo praticamente non esiste, perché non è stata ancora lanciata la gara pubblica per stamparli.

Una botta che si aggiunge alle sanzioni e al forte deprezzamento del rublo che hanno drasticamente ridotto l’importazione di alcolici stranieri: nel 2015 si registrò un tracollo con un calo del 22% del whisky, del 35% del rum, del 23% della tequila e del 32-34% del vino.

I rappresentanti di alcuni grossi fornitori, come per esempio Bacardi, hanno dichiarato di aver già avuto problemi con le consegne. Se il problema non verrà risolto entro la fine di luglio, il rischio è di perdere la stagione ottobre-dicembre con danni anche alle casse della confederazione dovuti alla riduzione delle entrate dei dazi doganali e delle tasse su import e vendita. Secondo il quotidiano Kommersant gli importatori stanno preparando un appello al primo vicepremier Igor Shuvalov. (La Stampa)

A proposito di alcol e russi, va ricordato che non necessariamente un aumento dei prezzi genera una ricaduta positiva per far scendere il numero dei bevitori: problema enorme in Russia, i governanti (fin dal socialismo reale) sanno che ad ogni aumento corrisponde un innalzamento delle misture, spesso letali, fatte in casa. Oggi, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, un russo su cinque muore per cause legate al’’abuso di alcolici, nel resto del mondo è il 6,2%.