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Samsung, chiesto arresto per vicepresidente Lee: tangenti a premier Corea Sud

Samsung, chiesto arresto per vicepresidente Lee: tangenti a premier Corea Sud

Samsung, chiesto arresto per vicepresidente Lee: tangenti a premier Corea Sud

ROMA – Samsung, chiesto arresto per vicepresidente Lee: tangenti a premier Corea Sud. Samsung Electronics ritorna ancora sull’ottovolante dopo le turbolenze delle batterie difettose del suo Galaxy Note 7: i titoli chiudono alla Borsa di Seul in calo del 2,14%, risalendo dai minimi intraday intorno al -3%, in scia alla richiesta di mandato di arresto per il vice presidente Lee Jae-yong, capo de facto del gruppo, deciso dalla procura ad hoc che indaga sullo scandalo che ha travolto la presidente della Repubblica Park Geun-hye e la confidente Choi Soon-sil.

La corte di Seul si esprimerà mercoledì sulla richiesta della procura. La procura speciale che sta indagando sullo scandalo che ha travolto la presidente della Repubblica Park Geun-hye e la sua confidente Choi soon-sil, vuol verificare se il manager 48enne abbia autorizzato un pagamento di almeno 18 milioni di dollari a una società riconducibile a Choi in cambio del sostegno politico a un’importante operazione di riordino intragruppo del 2015 che ha coinvolto il National pension service, il principale fondo pensione pubblico.

La richiesta di arresto include la falsa testimonianza resa all’audizione parlamentare di dicembre, in cui Lee disse di non aver “mai fatto” versamenti per un tornaconto. Il lungo interrogatorio si è reso necessario perché “c’erano discrepanze nelle risposte”, ha aggiunto il portavoce della procura, secondo cui un provvedimento restrittivo potrebbe coinvolgere altri top manager Samsung.

Lee avrebbe raccontato che Park, ora sospesa dalla carica e sottoposta a procedura di impeachment, obbligò la sua società a versare miliardi di won nelle casse di società e organizzazioni riconducibili alla stretta confidente Choi che avrebbe approfittato del legame influente per “invitare” le più importanti aziende sucoreane a sostenere principalmente due sue fondazioni capaci di raccogliere circa 60 milioni di dollari.

Le ultime affermazioni rese da Lee non coincidono con quelle rilasciate il 6 dicembre nel corso di un’audizione parlamentare in cui spiegò che nell’incontro riservato avuto con Park nel 2015 si parlò soltanto di materie relative alla conglomerata e ai suoi piani sugli investimenti. Per le incongruenze emerse nel corso degli accertamenti disposti successivamente, Lee è stato formalmente incriminato di spergiuro dal panel parlamentare.

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