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San Diego, spari in ospedale militare. Era falso allarme

Sparatoria a San Diego, all'ospedale militare Bob Wilson Naval Hospital. Colui che ha sparato si trova ancora lì vicino. Chiuse scuole e uffici.

SAN DIEGO – Paura a San Diego, nel Sud della California, dove era stata segnalata una sparatoria in un ospedale militare. A renderlo noto era stato lo stesso ospedale, il Naval Medical Center, chiedendo a chiunque si trovasse all’interno del complesso presso il Balboa Park, di scappare, nascondersi o se del caso neutralizzare l’uomo. Immediato è scattato l’allarme così come il lock down della struttura e il conseguente massiccio dispositivo di sicurezza. Salvo scoprire un paio d’ore più tardi che con tutta probabilità si è trattato di un falso allarme: dopo le prime verifiche non è stata trovata alcuna traccia della sparatoria, hanno riferito le autorità locali.

Il Naval Medical Center di San Diego è un complesso enorme dove prestano servizio oltre 6.500 persone tra militari, civili, contractor e volontari. Ogni giorno ospita migliaia di pazienti, sia ricoverati che per le visite giornaliere.

Gli uomini delle forze speciali della polizia sono immediatamente giunti al Naval Medical Center. Tutte le scuole e gli uffici che sono nell’area sono state poste in lock down. Nessuno poteva entrare o uscire, ha spiegato la polizia. Questo era il messaggio apparso sulla pagina Facebook dell’ospedale:

“Un tiratore attivo è stato appena segnalato nell’edificio n° 26 a Naval Medical Center di San Diego. Tutti gli occupanti sono invitati a scappare, nascondersi o combattere”. “Tutto il personale non di emergenza è invitato a stare lontano dal complesso”.

Ma del tiratore attivo non si è vista neppure l’ombra. Eppure gli spari erano stati segnalati, così come la presenza di un uomo armato. Un operaio edile presso l’ospedale, parlando con la giornalista di Fox 5 Jaime Camere per telefono, ha detto che stava facendo un lavoro di riparazione presso la struttura, quando ha sentito diversi spari e visto poi agenti delle forze dell’ordine con equipaggiamento pesante che correvano per la struttura.

Così l’intero edificio è stato setacciato, stanza per stanza, il personale presente evacuato e perquisito, con le mani in alto, in diretta tv, con l’allarme già esteso a strutture vicine, tra cui tre scuole. Sul posto anche forze speciali, oltre a Polizia, vigili del fuoco, personale di soccorso. Non hanno trovato nulla, ma non si dice di più. Si sa soltanto che a riferire degli spari sarebbe stato un singolo testimone parlando di tre colpi uditi nel basement dell’edificio numero 26.

Il tutto accadeva mentre sul potenziale luogo della sparatoria si erano accese già tutte le telecamere d’America e i network all news avevano cominciato a seguire l’evento passo dopo passo, dettaglio dopo dettaglio, tutti pronti a seguire in diretta una nuova strage in una sorta di drammatico riflesso incondizionato collettivo. Fortunatamente non era questo il caso.