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Schiaparelli schiantata su Marte: retrorazzi solo per 3 secondi

ROMA – Trenta secondi in caduta libera potrebbero aver tolto ogni possibilità di sopravvivenza alla sonda Schiaparelli. Sono un giallo gli ultimi secondi dell'”ammartaggio” della sonda. L’unica cosa certa è che trenta secondi prima di quanto stabilito i computer di bordo hanno misteriosamente spento i retrorazzi, ossia ciò che avrebbe consentito alla sonda un impatto lieve sulla superficie di Marte. Dopo il distacco del paracadute i razzi si sono accesi regolarmente ma sono rimasti in funzione solo 3 secondi: troppo poco, significa che per circa mezzo minuto Schiaparelli è precipitato in caduta libera. “Difficile immaginare che sia sopravvissuto” dice Paolo Ferri, direttore delle operazioni al centro di controllo di Darmstadt dell’Esa.

Ovviamente ora gli esperti cercheranno di dialogare con Schiaparelli per capire cosa sia successo.

Altri oggetti terrestri hanno toccato finora il suolo marziano ma Schiaparelli è quantitativamente e qualitativamente di più. E’ il test che avrebbe dovuto, nelle intenzioni, precedere l’invio su Marte di un vero e proprio Rover, veicolo semovente da esplorazione, già tra quattro anni, nel 2020. Obiettivo ambizioso: missioni umane su Marte nel terzo decennio degli anni Duemila, insomma tra il 2030 e il 2040.

La sonda italiana, così definibile per la gran parte di tecnologia appunto italiana che trasporta e contiene, è partita l’11 di marzo di quest’anno, porta il nome di un astronomo italiano ed è una missione europea, dell’Ente spaziale europeo.


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