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Volevano pagina su Wikipedia: uccisero genitori e fratelli

NEW YORK – Serial Killer immortalati su Wikipedia era il loro obiettivo, quando uccisero a coltellate padre, madre e tre dei fratelli, ma ora, a 19 e 17 anni di età rischiano la pena di morte, se la giuria di Broken Arrow, in Oklahoma Usa) li riterrà colpevoli di omicidio di primo grado.

Il processo ha avuto inizio lunedì 29 febbraio 2016 ed è stato subito rinviato al 2 maggio. La strage risale al 24 luglio 2015. Quando furono arrestati dalla polizia, che li aveva scovati in un bosco grazie ai cani, i due assassini minorenni hanno raccontato ridendo quello che avevano fatto e anche che avevano in progetto di uccidere altre persone, forse una strage. Quella notte era stato solo l’inizio, scatenando sulla loro famiglia una furia omicida nel mezzo della notte che sembra una replica di “A Sangue freddo”.

Fu davvero una furia omicidaNella notte fra il 23 e il 24 luglio 2015, trucidati da Robert e Michael Bever sono caduti il padre David Bever, 52 anni, abbattuto da 24 coltellate, la madre April Bever, 44 anni, “almeno” 4 coltellate, i loro fratelli Daniel, 12, Christopher, 7, Victoria, 5. I due assassini hanno ferito gravemente anche la sorella, di 13 anni, ma la ragazzina è sopravvissuta e ha potuto mettere la polizia sulle loro tracce. Alla udienza preliminare, il 23 febbraio, il giudice Martha Rupp Carter ha ritenuto che ci fossero prove sufficienti per rinviarli a giudizio, entrambi come adulti, respindendo la richiesa dei difensori di Michael che il minorenne fosse giudicato come tale. La pubblica accusa non ha ancora sciolto la riserva se chiedere la pena di morte. La detective Rihanna Russel ha detto che nei progetti dei due ragazzi c’era l’uccisione di almeno 50 persone, perché volevano essere famosi, volevano una pagina su Wikipedia, volevano che i giornali e la tv parlassero di loro. Hanno confidato a Rihanna Russel che volevano “fare meglio” di altri noti killer, come gli autori della strage alla scuola di Columbine e quello del cinema Aurora in Colorado.

Il detective Eric Bentz ha raccontato durante l’udienza il desiderio di notorietà di Robert, che voleva essere un serial killer, e di come “rideva in diverse occasioni durante gli interrogatori”. Bentz ha inoltre spiegato che i due fratelli avevano messo in atto un vero e proprio piano: i corpi dei genitori erano stati fatti a pezzi, messi dentro a dei bidoni e portati sulla soffitta; una volta presa la macchina di famiglia, una pistola e delle munizioni, avrebbero scelto dei luoghi a caso e ucciso 10 persone in ogni località.

“La loro intenzione era quella di uccidere almeno 50 persone per attirare l’attenzione dei media, per avere una pagina su Wikipedia. Volevano diventare più famosi di certi assassini già noti, accennando alla strage nella scuola Columbine e a quella nel cinema Aurora in Colorado” spiega Rhianna Russell, ispettore che ha interrogato Michael Bever. Le autorità avevano precedentemente affermato che quella dei fratelli era una vera e propria premeditazione. Uno di loro, infatti, aveva creato un file chiamato “omicidio di massa” che è stato trovato nel suo computer. L’autopsia ha rivelato che i familiari sono stati accoltellati una dozzina di volte e il decesso è avvenuto a causa delle ferite riportate.

David Bever aveva almeno 28 tagli su tutto il copro mentre la madre oltre 48. Due sorelle sono sopravvissute al massacro e testimonieranno circa il massacro. Dopo che i copri sono stati scoperti in casa della famiglia, un cane poliziotto ha rintracciato i due teenager, che si erano nascosti dentro a un bosco. Avevano architettato un piano circa due video: uno avrebbe mostrato i corpi e sarebbe stato visto solo dalla polizia e dai pubblici ministeri. L’altro, senza corpi, sarebbe finito online.

“Uccidendo una persona, sarebbe rimasto un comune mortale; ma uccidendone molte, sarebbe diventato un Dio” racconta il detective Bentz dopo un interrogatorio con Robert Bever. Oltre al computer, la polizia ha sequestrato dalla casa anche coltelli, machete, cellulari, guanti, freccette, una maschera nera, un atlante e telecamere wireless. Secondo i vicini di casa, la famiglia non socializzava molto e non era raro vedere i figli giocare soli nel cortile di casa o passeggiare tutti insieme per le vie del quartiere.

Precedentemente un giudice aveva respinto la richiesta di Michael Bever di essere giudicato come minore, mentre i procuratori non hanno ancora deciso se chiedere la pena di morte contro Robert, che durante gli interrogatori è sembrato disposto a collaborare, ma non pentito del sanguinario massacro. Anzi, ha riferito alla polizia che era solo il primo di molti altri omicidi programmati. I funzionari non sono sicuri se esista davvero un elenco di possibili vittime o quali fossero i reali piani dei due fratelli, sventati dal coraggio di uno dei fratelli, Daniel, che prima di morire è riuscito a chiamare il 911 e ad allertare la polizia. Un poliziotto, Thomas Cooper, ha riferito che, durante la telefonata, Daniel riuscì a dire che uno dei fratelli stava massacrando la famiglia e parlò col centralino circa la posizione della casa. Nella telefonata, infatti, si sente una lite prima che il telefono venga staccato. “E’ breve ma raccapricciante”racconta Cooper “ovviamente l’intero criminine lo è, così come la telefonata fatta dal fratellino”.

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