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Si riempie di macchie rosse in gravidanza: era allergica al feto

Si riempie di macchie rosse in gravidanza: era allergica al feto

Si riempie di macchie rosse in gravidanza: era allergica al feto

ROMA – A 30 settimane di gravidanza, Summer Bostock, 29 anni australiana, si è ritrovata con una dolorosa eruzione cutanea su tutto il corpo. Era allergica del bambino che portava in grembo e che sarebbe dovuto venire al mondo dì ad un mese circa. Secondo i medici, la donna sarebbe stata colpita dalla rara patologia denominata “eruzione polimorfa della gravidanza“. A partire dalla pancia, le macchie rosse si erano allargate alle spalle e alle gambe, per poi ricoprire tutto il corpo e svanire solo poche ore dopo la nascita di Izaiah, il suo primogenito.

Summer, originaria di da Brisbane, ha raccontato la sua drammatica esperienza: “Sei fondamentalmente allergica al tuo bambino”, le avrebbe detto il suo medico, spiegando di aver avuto a che fare con altri esempi di PEP, “ma nessuno è così cattivo come il mio”. La donna dopo la comparsa delle prime macchie si è rivolta al medico di famiglia che le aveva fornito una crema calmante. I risultati non arrivano, così che Summer prova con un bagno nella farina d’avena, che ha proprietà antinfiammatorie e da tempo è stata utilizzata per trattare le condizioni della pelle, come l’eczema. Anche questo tentativo però non dà esiti positivi.

La prima a sospettare della PEP è stata sua madre Kym Holwerda dopo aver letto dei sintomi su Internet. I medici, purtroppo, hanno confermato, spiegando però che non potevano fare molto per aiutarla. La situazione finì col peggiorare, così a 37 settimane di gravidanza, il dolore era così intenso che fu ammessa al Redlands Hospital di Cleveland, Brisbane.

“Il personale medico si è affollato intorno a me, perché non avevano mai visto un caso così prima”, spiega Summer. Quattro giorni dopo, il 20 gennaio 2012, Izaiah nate con taglio cesareo, perché la sua frequenza cardiaca cominciò a diminuire durante il travaglio. E immediatamente dopo il parto, l’eruzione cutanea sparì pian piano.

 

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