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Siberia, 250mila renne da uccidere entro Natale: strage anti-antrace

ROMA – Duecentocinquantamila renne saranno uccise entro Natale in Siberia, atroce beffa per l’animale simbolo di questa festività. Le autorità russe ha deciso così nell’estremo tentativo di bloccare la diffusione dell’antrace, risvegliatosi a causa del surriscaldamento globale. Ecco cosa spiega il Corriere della Sera:

La motivazione che ha spinto le autorità russe a prendere la decisione è il tentativo di bloccare la diffusione dell’antrace: il batterio del «carbonchio» si è letteralmente risvegliato lo scorso agosto a causa del riscaldamento climatico e dello scioglimento del permafrost siberiano causando la morte di un bambino e di migliaia di renne. Per impedire che il virus si propaghi ulteriormente – in un territorio dove questi animali vengono allevati (in tutta la Siberia ce ne sono circa 700mila) – le autorità propongono l’uccisione in massa delle renne. Seguendo l’esempio di altri casi, vedi l’aviaria in Asia e anche in Europa dove – per bloccare l’infezione – quando un allevamento è colpito vengono uccisi milioni di animali.

Ad agosto era stata diagnosticata l’antrace a 20 nomadi allevatori di renne nella regione di Yamalo-Nenets, in Siberia settentrionale, come aveva comunicato ufficialmente l’ufficio del governatore, Dmitri Kobilkin. Secondo Ria Novosti, non si registravano casi di antrace nella zona dal 1941. Sembre ad agosto era stata annunciata la morte di un bimbo di 12 anni colpito dal batterio. Stando alle autorità regionali, l’antrace ha colpito la popolazione locale di renne, uccidendone quasi 2.400.


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