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Siria, appello dei bimbi: “Anziché i Pokemon venite a salvare noi”

BEIRUT – “Anziché i Pokemon, trovateci e venite a salvare noi“. Ricorrono alle note icone di Pokemon gli attivisti siriani che cercano di attirare l’attenzione del dramma dei bambini intrappolati nelle aree colpite dalla guerra in corso.

Sui social network, gruppi di attivisti delle zone fuori dal controllo del governo, pubblicano foto di ragazzini e bambini che mostrano i cartelli con i disegni dei popolari animaletti e chiedono di essere trovati e salvati come accade nel nuovo gioco virale Pokemon Go. “Sono di Kfarzita, venite a salvarmi!” si legge su uno di essi. “Io sono di Kfarnabbude, salvatemi“. Si tratta di località della regione nord-occidentale di Idlib da mesi martellata giornalmente da bombardamenti aerei russi e governativi.

Ormai da cinque anni la Siria è dilaniata da un conflitto civile in cui le forze leali al governo di Bashar al Assad combattono contro i ribelli. Nella lotta fratricida sono morte più di 450mila persone, anche a causa dell’intervento di forze esterne, come il sedicente Stato islamico coi suoi sanguinari tagliagiole.

Per sensibilizzare l’opinione pubblica, l’organo di comunicazione delle forze rivoluzionarie siriane (The Revolutionary Forces of Syria Media Office) ha diffuso le immagini dei bambini che mostrano i disegni di Pokemon con messaggi in arabo in cui chiedono di essere salvati dalla guerra. “Invece dei Pokemon – è lo slogan – trovateci e venite a salvarci”.