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Siria: l’ultimo pediatra di Aleppo ucciso dai bombardamenti

BEIRUT – L’ultimo pediatra di Aleppo non c’è più, è morto sotto le bombe. Un bombardamento dei governativi siriani ha colpito una zona della capitale della Siria in cui sorgeva anche un ospedale gestito da Medici senza frontiere. Il bilancio è di oltre trenta civili uccisi, tra cui donne e bambini. Tra loro anche il dottor Muhmmad Wassim Moaz.

A darne notizia l’Aleppo Media Center, una piattaforma di giornalisti e fotoreporter dei quartieri della città da sei giorni sotto il fuoco di bombe del regime di Damasco. Le fonti affermano che il raid ha colpito anche abitazioni nel quartiere di Sukkari, dove sorgeva l’ospedale al Quds. Il bilancio è destinato a salire, affermano le fonti, a causa dell’alto numero di civili gravemente feriti.

Il governo siriano ha respinto le accuse di aver bombardato con le sue forze aeree l’ospedale. “Queste voci – scrive l’agenzia Sana, citando fonti governative – sono solo un tentativo di coprire i crimini commessi dai terroristi contro la popolazione”. L’agenzia afferma invece che almeno “nove civili sono stati uccisi e decine feriti da bombardamenti dei terroristi con razzi e da spari di cecchini” contro i quartieri di Aleppo controllati dai lealisti.

La città di Aleppo, in Siria è sull’orlo del disastro umanitario e milioni di persone sono in grave pericolo: lo dice la Croce Rossa. Negli intensi combattimenti che infuriano l’ospedale Al Quds nella parte orientale della città è “stato completamente distrutto” nella notte, diverse persone sono state uccise e molte di più sono private di cure salva-vita, afferma l’organizzazione umanitaria in un comunicato.

“Si sentono esplosioni di mortai, bombardamenti e aerei in volo ovunque”, ha testimoniato Valter Gros, che dirige l’ufficio del Cicr nella zona. Aleppo è la seconda città della Siria e tra le più colpite negli ultimi cinque anni di conflitto e l’intensificarsi delle violenze pone milioni di persone, molti dei quali sfollati, in grave pericolo e senza possibilità di ottenere un aiuto, afferma il Cicr. “Il recente attacco contro l’ospedale Quds, sostenuto dal Cicr è inaccettabile e purtroppo non è la prima volta che servizi medici salvavita sono colpiti”, ha detto Marianne Gasser, capo della missione del Cicr in Siria. “Esortiamo tutte le parti a risparmiare i civili, a non colpire gli ospedali e a non utilizzare armi che causano danni ingenti. Nel caso contrario, Aleppo sarà ulteriormente spinta sull’orlo del disastro umanitario”, ha aggiunto.


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