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Siria, l’ultimo tweet della bimba sotto le bombe: “Non possiamo più restare vivi”

ALEPPO – Bana Alabed ha 5 anni e non ha visto altro che guerra e bombe nella sua vita. L’ultimo bombardamento poi le ha tolto la casa, spazzata via nella notte di Aleppo. La bambina siriana ha un nutrito seguito su Twitter: il suo profilo è gestito dalla madre ed è un continuo, e doloroso, aggiornamento sulle condizioni di vita dei siriani. Di una bambina siriana, nella fattispecie, che convive ogni giorno e ogni notte con la paura di morire. Nell’ultima foto Bana è al buio, intorno a lei solo polvere e macerie: “Da questa notte non abbiamo più una casa. E’ stata bombardata ed è andata in pezzi. Ho visto persone morte e sono quasi morta anche io”.

“L’esercito è entrato. Questo potrebbe essere l’ultimo giorno in cui possiamo parlare liberamente. Non c’è Internet. Per favore per favore per favore pregate per noi”. E poi: “Ultimo messaggio. Siamo sotto bombardamenti pesantissimi, non possiamo più restare vivi. Quando moriremo, continuate a parlare delle 200mila persone che sono ancora qui. Ciao”.

I media governativi siriani affermano che le forze lealiste hanno conquistato un altro importante quartiere di Aleppo est, nel nord della Siria, e che ora sono in controllo di gran parte della sezione settentrionale dell’area assediata e per lungo tempo controllata dagli insorti. Aleppo est è una zona relativamente più sicura e dove molti abitanti cercano rifugio.

L’agenzia Sana, controllata dal governo, precisa che le forze di Damasco sono entrate a Sakhur e Haydariya, riuscendo così a tagliare quasi in due la zona orientale della città e a estendere il controllo su gran parte della zona settentrionale di quest’area. Mentre l’Aleppo Media Center, una piattaforma di giornalisti presenti nella zona orientale e vicini alle opposizioni, afferma che sono ancora in corso combattimenti dentro e fuori Sakhur. E’ impossibile verificare in maniera indipendente le fonti sul terreno.


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