Blitz quotidiano
powered by aruba

Siria, Onu/Opac: “Armi chimiche usate sia da Isis sia da Assad”

NEW YORK – Sia l’esercito siriano di Bashar al Assad sia gli jihadisti del cosiddetto Isis hanno usato armi chimiche in Siria: è quanto sostiene un rapporto congiunto dell’Onu e dell’Opac (Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche) diffuso al Palazzo di vetro di New York. Il rapporto, ha riferito il vice ambasciatore francese, Alexis Lamek, stabilisce chiaramente che sia il regime siriano sia Daesh “hanno perpetrato attacchi chimici in Siria”.

L’inchiesta Onu/Opac, partita un anno fa, era stata autorizzata all’unanimità dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Il gruppo di 24 investigatori aveva ricevuto il mandato di indagare dopo alcuni attacchi al cloro contro tre villaggi siriani che avevano fatto 13 morti.

Gli inquirenti si sono concentrati su 9 casi di attacchi chimici, per la maggior parte attribuiti a forze governative siriane. In particolare, gli investigatori sono riusciti a stabilire che il regime di Assad si è reso responsabile di almeno due attacchi chimici e che l’Isis ha usato iprite in almeno un’occasione.

Il Gruppo non è riuscito invece ad arrivare a conclusioni univoche nel caso degli altri sei attacchi investigati, ma per tre di questi ha suggerito un supplemento di indagine. I risultati dell’inchiesta aprono la possibilità di un braccio di ferro in Consiglio di Sicurezza tra i cinque membri permanenti con Russia e Cina contro Stati Uniti, Francia e Regno Unito sulla eventualità di imporre sanzioni al regime di Damasco.