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Siria, riprendono i raid russi su Idlib, Aleppo e Homs. Ong: “Decine di morti”

DAMASCO – Riprendono i raid russi sulla Siria. Martedì 15 novembre sono state colpite quasi tutte le aree fuori dal controllo governativo: Aleppo, Idlib e la regione a nord di Homs sono state oggetto dei raid aerei russi e governativi siriani. Nei bombardamenti è stata impegnata la portaerei russa Kutznetsov, dalla quale sono stati sparati missili Kalibr e sono partiti jet Su-33s.

Secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), nelle tre regioni colpite si segnalano “decine tra morti e feriti”. Tra questi si registra la morte di una bimba e una donna ad Aleppo, assieme ad altri tre civili. Il bilancio è destinato a salire per la gravità delle condizioni delle “decine di feriti” e dal fatto che anche una delle ultime cliniche mobili ad Aleppo est, è stata colpita lunedì sera dai raid aerei nel sobborgo di Awayjel.

Dopo giorni di silenzio è tornato a parlare l’inviato speciale Onu per la Siria, Staffan de Mistura. Intervistato dalla Bbc, il diplomatico italo-svedese ha commentato la notizia dell’intesa verbale, raggiunta al telefono, tra il presidente russo Vladimir Putin e il neoeletto presidente americano Donald Trump sulla “necessità di lottare in Siria contro il terrorismo”. “Combattere l’Isis è cruciale”, ha detto De Mistura. “Ma una vittoria nel lungo termine richiede un approccio totalmente diverso per una soluzione politica? in altre parole, serve un trasferimento di potere in Siria. Altrimenti molti scontenti potranno unirsi all’Isis mentre combattono l’Isis”.

A proposito di Isis, va avanti l’altra guerra in Siria: quella turca, operata per procura con milizie arabo-siriane, contro la roccaforte dell’Isis di al Bab, lungo la strada che collega Aleppo con Raqqa, ‘capitale’ dell‘Isis da giorni minacciata dall’offensiva del Pkk siriano, ostile invece ad Ankara.

Secondo fonti turche e siriane sul terreno, le milizie cooptate dalla Turchia son alla periferia nord di al-Bab, dove rimangono “centinaia di migliaia di civili”. Anche ad Aleppo est, assediata dalle forze lealiste siriane, rimangono secondo l’Onu più di 250mila civili. Tra questi, una bimba di dieci anni, di nome Israa Biro, è morta – secondo l’Aleppo Media Center – nel quartiere di Hollok per malnutrizione. La zona è assediata da circa due anni e secondo l’Onu le scorte alimentari finiranno nei prossimi giorni.

La Russia smentisce di aver colpito i quartieri orientali di Aleppo e afferma di aver preso di mira solo la zona di Idlib e a nord di Homs. Secondo l’Ondus sono state colpite diverse località tra Idlib e Aleppo e a sud di Idlib, tra cui Saraqeb, Kafranbel, Hass, Kansafra, Maarrat Shemrin e Telmnes. Mentre ad Aleppo est sono entrati in azione, dopo circa tre settimane di “relativa calma”, i jet e gli elicotteri del governo siriano sui quartieri di Masaken Hanano, Salhin, Ahmadiya, Qadi Askar, Hay Jabal, Shaykh Faris, Bab Nayrab, Sakhur.

L’Onu ha documentato l‘uccisione nelle ultime settimane di 700 persone ad Aleppo est, zona controllata dagli insorti, e di decine di persone ad Aleppo ovest, in mano alle forze governative. Aleppo ovest è presa di mira non da raid aerei, ma da bombardamenti di mortai dei miliziani anti-regime.