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Siria. Save the Children, metà vittime raid su Aleppo sono bambini

GB, LONDRA – Nella zona orientale di Aleppo circa la metà delle vittime che i partner umanitari di Save the Children stanno estraendo dalle macerie o curando negli ospedali, in seguito ai bombardamenti degli ultimi giorni, sono bambini. Lo rende noto l’organizzazione umanitaria.

I medici, sottolinea Save the Children, stanno lavorando giorno e notte per salvare quante più vite umane possibili, tuttavia tanti bambini continuano a morire sui pavimenti degli ospedali a causa della mancanza di medicinali di base, antibiotici, anestetici e attrezzature, come i respiratori.

I casi più gravi necessitano trasferimento immediato fuori dalla zona orientale di Aleppo, ma questo non è possibile perché tutte le strade sono bloccate. All’indomani della riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza Onu sulla drammatica situazione ad Aleppo, le informazioni che Save the Children continua a ricevere dai partner impegnati sul terreno dipingono un quadro di violenza inimmaginabile e insopportabile per i bambini e per le loro famiglie.

“Gli ospedali da campo in cui lavoriamo sono al limite del collasso e continuiamo a ricevere un gran numero di feriti, tra cui soprattutto donne e bambini. I pazienti sono stesi sul pavimento e non abbiamo respiratori per chi ha urgente bisogno di ossigeno. Spesso siamo costretti a prendere il respiratore da un paziente nel tentativo disperato di salvarne un altro. Ci mancano medicine e attrezzature e il nostro personale medico è ormai esausto: stiamo lavorando oltre ogni capacità umana, 24 ore al giorno, senza tregua” racconta Abu Rajab, un medico.

Save the Children chiede inoltre l’avvio di un’indagine indipendente che faccia luce sull’attacco della scorsa settimana contro il convoglio di aiuti umanitari Onu-Sarc e che chiarisca se, nel corso della ultima escalation di violenze, siano stati commessi crimini di guerra e ulteriori violazioni del diritto umanitario internazionale.