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Siria, gas chimici di Assad fanno 75 morti, strage di bambini. Rappresaglia russa sull’arsenale

Siria, attacco con gas tossici a Idlib: oltre 58 morti. Erdogan chiama Putin: "Inaccettabile"
Siria, sospetto attacco con gas da parte del regime (foto Ansa)

Siria, sospetto attacco con gas da parte del regime (foto Ansa)

DAMASCO, SIRIA – Sono almeno 75, tra cui 11 minori, i morti in un raid aereo avvenuto in Siria con il sospetto uso di gas (attacco attribuito al regime di Assad), secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus). L’ong, citando fonti mediche, ha aggiunto che il bilancio potrebbe aggravarsi perché vi sono anche 160 feriti o intossicati, alcuni dei quali in gravi condizioni. L’attacco è avvenuto a Khan Sheikhun, nella provincia nord-occidentale di Idlib, in mano ad insorti e qaedisti dell’organizzazione Fatah al Sham (ex Fronte al Nusra).  Successivamente un ospedale da campo dove venivano curate le vittime dell’attacco è stato colpito in un altro raid, secondo fonti degli attivisti. Il capo del servizio di difesa civile dell’opposizione a Khan Seikhun, citato dall’agenzia Ap, ha detto che la struttura è stata “presa di mira dopo l’attacco”. Il responsabile, Abu Hamdu, ha detto che l’ospedale da campo è stato distrutto e cinque ambulanze danneggiate.

Se sarà confermato che si tratta un attacco chimico, come sembra, è “chiaramente un crimine di guerra”, riferisce un funzionario del Dipartimento di stato secondo cui gli Usa e l’organizzazione per il divieto delle armi chimiche stanno accogliendo informazioni su quanto accaduto.ù

Intanto è arrivata la rappresaglia: una città in mano ai ribelli nel nord della Siria è stata esposta ad agenti tossici provenienti da un arsenale ribelle colpito da un bombardamento aereo siriano: così il ministero della Difesa russo parla di quanto accaduto ieri nella provincia di Idlib, dove sono morte decine di persone. Mosca smentirebbe così da parte sua l’ipotesi che il regime di Damasco abbia volutamente eseguito l’attacco chimico. Il portavoce del ministero, il generale Igor Konashenkov, ha detto che le attività militari russe hanno registrato un attacco delle forze aeree siriane su depositi di armi e una fabbrica di munizioni nella periferia orientale della città di Khan Sheikhoun. Konashenkov ha aggiunto che armi chimiche prodotte dalla fabbrica sono state utilizzati in Iraq e lo stesso tipo di armi erano state usate precedentemente dai ribelli ad Aleppo, dove si erano riscontrate sintomatologie simili a quelle osservate nelle immagini arrivate ieri da Khan Sheikhoun.

Il comando generale delle forze armate siriane “smentisce categoricamente” di avere compiuto un attacco chimico a Khan Sheikhun. Lo si legge in un comunicato diffuso dall’agenzia governativa Sana. Le forze armate “non hanno e non useranno mai questi materiali in nessun luogo o momento”, si legge ancora nella nota, in cui si afferma che lo stesso comando generale “ritiene responsabili per l’uso di sostanze chimiche e tossiche i gruppi terroristi e quelli che sono dietro a loro”.

In una nota, Save The Children, invece riporta: “I medici di una delle cliniche gestite dal nostro partner Syrian Relief ci hanno raccontato di aver ricevuto tre bambini sotto i 6 anni, appena coscienti, che faticavano a respirare, con il naso che colava e le pupille contratte. I medici dicono che questi sintomi sono coerenti con l’uso di agenti nervini, come il sarin”.

La Francia ha chiesto una riunione “urgente” del consiglio di sicurezza dell’Onu, che si svolgerà domani. E’ una strage di bambini, l’ennesima in Siria. Questo mostrano le terribili foto di ciò che l’attacco chimico a Idlib ha lasciato dietro di sé. Gruppi di bambini seminudi, ammassati gli uni sugli altri, con le braccia rigide, gli occhi ancora spalancati e il terrore nello sguardo. Le foto mostrano file di cadaveri a terra ma anche gli ospedali con i bimbi terrorizzati, spaesati, alcuni in fin di vita, il volto coperto dalle maschere di ossigeno. E poi un padre, disperato, con gli occhi segnati dal pianto, che tiene in braccio il corpo rigido della sua bambina.

La Casa Bianca non ha dubbi sulle responsabilità dell’attacco chimico in Siria e ha attribuito ”queste azioni odiose” direttamente al governo di Assad. Il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer, ha fatto sapere che è escluso un cambio di regime in Siria: non è una opzione fondamentale, il governo di Assad è una ”realta’ politica”, ha detto Spicer, nel suo briefing quotidiano con la stampa. Sempre attraverso il suo portavoce, la Casa Bianca ha condannato l’attacco chimico attribuito al regime di Assad definendolo un atto intollerabile e sostenendo che le conseguenze sono imputabili alla precedente amministrazione che “non fece nulla” dopo che il presidente siriano varcò la cosiddetta “linea rossa” fissata da Obama.

I presidenti di Turchia e Russia, Recep Tayyip Erdogan e Vladimir Putin, hanno discusso in una telefonata del raid. Lo riferiscono fonti presidenziali di Ankara, secondo cui “Erdogan ha detto che un tale attacco disumano è inaccettabile”. I due leader hanno inoltre ribadito l’importanza del mantenimento della tregua in Siria e del rafforzamento della cooperazione antiterrorismo.

Le notizie è “orribile” ed è “un drammatico promemoria del fatto che la situazione sul terreno continua ad essere drammatica”. Così l’alto rappresentante per la politica estera europea, Federica Mogherini. “Ovviamente c’è una primaria responsabilità del regime, perché la sua responsabilità è quella di proteggere il suo popolo, non di attaccarlo”. Il tema della “responsabilità” per quanto accaduto nella guerra in Siria è “centrale”, ha detto Federica Mogherini. “Noi europei crediamo che le responsabilità abbiano rilevanza, quindi chi ha commesso crimini di guerra deve essere chiamato a risponderne”. Mogherini ha anche ribadito di ritenere “irrealistico” che il futuro della Siria continui come “è stato negli ultimi 40 anni”. Ma sul futuro di Assad “sta ai siriani decidere”.

L’attacco chimico su Idlid è “un crimine contro l’umanità” che “merita una punizione” e che “può distruggere l’intero processo” di pace avviato ad Astana: così il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, dopo che il presidente Recep Tayyip Erdogan lo aveva già definito “disumano” e “inaccettabile” in una telefonata con il suo omologo russo, Vladimir Putin.

 

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