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Siria, tregua violata: raid e morti a Damasco

DAMASCO – Tregua a rischio in Siria, a soli quattro giorni dall’inizio del cessate il fuoco stabilito da Stati Uniti e Russia per permettere l’arrivo di aiuti umanitari dell’Onu. Venerdì 16 settembre ci sono stati violenti combattimenti alla periferia di Damasco. Ad ingaggiarli sarebbero stati i ribelli di Jaysh al-Islam, sostenuti dall’Arabia Saudita. Il regime ha reagito con bombardamenti pesanti.

 

Secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) nelle ultime ore ci sono stati attacchi aerei e di artiglieria governativi nella Siria centro-occidentale (Idlib), nella Siria centrale (regioni di Homs e Hama), dentro e fuori Damasco (nella Ghuta orientale e nel quartiere di Jobar), nel sud del Paese (nelle regioni di Daraa e Qunaytra). L’agenzia ufficiale Sana dal canto suo denuncia violazioni della tregua da parte di insorti a Jobar, quartiere della capitale fuori dal controllo governativo.

Il bilancio delle violenze riferito dall’Osservatorio nazionale per i diritti umani è di 54 morti nelle ultime 24 ore: 34 sarebbero civili e 20 miliziani di varie sigle. Tra i civili uccisi si contano undici minori, tra cui una bimba ammazzata da alcuni insorti nel sud della Siria e un bambino ucciso da un cecchino governativo ad Aleppo est, nel nord. Il bilancio più sanguinoso proviene da Mayadin, nell’est del Paese controllato dall’Isis, dove ieri sono morti 27 civili in un raid aereo compiuto da non meglio identificati aerei militari.

La tregua rischia così di finire prima del tempo, come già accaduto con quella di febbraio. Le tensioni sono legate anche all’offensiva dei ribelli sciiti Houthi dello Yemen, che sono ormai arrivati alle porte della città saudita di Najran. Come nota Giordano Stabile su La Stampa, i due fronti sono più che mai intrecciati e Iran (sciita) e Arabia Saudita (sunnita) usano le milizie da loro appoggiate e armate in una serie di guerre per procura.

 


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