Blitz quotidiano
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Siriani in fuga, guardie turche ne uccidono 8, donne e bimbi

ROMA – Siriani in fuga, guardie turche sparano al confine: 8 morti. Otto siriani, tra cui donne e bambini, sono rimasti uccisi dai colpi d’arma da fuoco sparati dalle guardie turche schierate a difesa dei confini.

Le testimonianze, raccolte dal Daily Mail, raccontano di un tentativo di fuga attraverso le montagne finito in tragedia, con numerosi feriti durante la sparatoria, con almeno un uomo colpito ad entrambe le gambe mentre cercava di far passare i suoi due figli, di cui uno ferito al braccio.

Abdmunem Kashkash, avvocato di Aleppo che è riuscito ad oltrepassare il confine con un piccolo gruppo di siriani, ha accusato le guardie turche di “sparare a vista su persone inermi”.

Ha raccontato di una bambina ferita cui non è stato possibile prestare soccorso fino al calar della notte, di un anziano e di una donna scomparsi, probabilmente rimasti uccisi. Le sue parole appaiono come una conferma diretta alle denunce di Human Rights Watch (HRW, osservatorio internazionale sui diritti umani).

La denuncia di Human Rights Watch. La Turchia riapra le frontiere alle decine di migliaia di sfollati siriani in fuga dalla guerra. A rilanciare l’appello ad Ankara e alla comunità internazionale è Human Rights Watch (Hrw), che denuncia le condizioni sempre più allarmanti dei rifugiati, bloccati tra scontri e attacchi del regime di Damasco e il confine turco. L’ong rilancia anche le accuse di violenze da parte di soldati turchi alla frontiera – seccamente negate da Ankara – che avrebbero picchiato alcuni profughi e anche sparato per respingerli.

Nei giorni scorsi, Hrw e Medici Senza Frontiere (Msf) avevano segnalato che ci sono fino a 100 mila rifugiati siriani intrappolati tra le zone di conflitto e il confine turco. “Mentre i leader Ue festeggiano i numeri più bassi di siriani che raggiungono le coste dell’Ue, dovrebbero riflettere sul caro prezzo pagato da decine di migliaia di civili intrappolati in questo momento al confine della Turchia. Chiudere gli occhi sulle sofferenze non significa che queste siano finite”, accusa Gerry Simpson, ricercatore sui rifugiati per Hrw.