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Houston, in divisa nazista apre il fuoco in centro commerciale: 9 feriti, ucciso da polizia

HOUSTON –  Uniforme militare e emblemi nazisti. Si è presentato così in un centro commerciale di Houston, in Texas e ha aperto il fuoco. Alcuni testimoni la mattina del 26 settembre hanno annunciato di aver sentito alcuni spari e che potrebbero essere almeno sette i feriti nella sparatoria. La polizia di Houston ha isolato la scena, chiedendo ai residenti nella zona di rimanere chiusi in casa e chiarito che i feriti sono 9, di cui alcuni in gravi condizioni. Lo sparatore, un avvocato con problemi nel suo studio legale, è stato ferito in un conflitto a fuoco con la polizia e arrestato, ma è morto appena arrivato in ospedale.

A confermare la sparatoria è stato il Dipartimento di polizia di Houston, che ha parlato di una situazione critica vicino al centro commerciale tra Weslayan e Bissonnet, una zona residenziale a sud-ovest della città. I giornalisti dell’ABC 13 hanno parlato di una scena caotica, con agenti di polizia e vigili del fuoco che hanno isolato il luogo della sparatoria. Sul posto sono attivi anche gli agenti degli artificieri, che avrebbero trovato un veicolo sospetto vicino al centro commerciale.

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo ha iniziato a sparare contro i veicoli di passaggio e un testimone avrebbe sentito almeno 30 spari. Un dipendente dalla stazione televisiva ha anche riferito di aver visto dei corpi a terra da un elicottero che sta sorvolando la zona e alcuni testimoni parlano di almeno 7 persone ferite, ma in un comunicato la polizia ha precisato che i feriti sono 9.

La polizia non ha diramato il nome dello sparatore, ma si tratterebbe di un avvocato che aveva dei problemi con il suo studio legale e che in un raptus ha aperto il fuoco sulle auto che stavano passando vicino al centro commerciale. L’uomo è morto al suo arrivo in ospedale, dopo essere stato ferito durante un conflitto a fuoco ingaggiato con la polizia. Il numero dei feriti sale a nove, di cui tre già dimessi e due in condizioni critiche.